A TASTE OF ITALY: IL VINO NELL’ITALIA DEL NOVECENTO

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IL VINO NELL’ITALIA DEL NOVECENTO SECONDO LUIGI VERONELLI, MARIO SOLDATI E PAOLO MONELLI

Si è tenu­to saba­to il sec­on­do con­veg­no del Comi­ta­to Sci­en­tifi­co di Vino – A Taste of Italy

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Il vino rac­con­ta­to, stu­di­a­to e ass­apo­ra­to attra­ver­so gli scrit­ti di tre autori d’eccellenza, Lui­gi Veronel­li, Mario Sol­dati e Pao­lo Mon­el­li. 
 
Il sec­on­do con­veg­no del Comi­ta­to Sci­en­tifi­co di Vino – A Taste of Italy ha ripro­pos­to, saba­to 13 giug­no, l’evoluzione del vino inter­pre­ta­ta in chi­ave stori­co let­ter­aria, anno dopo anno, lun­go tut­to il Nove­cen­to, pre­sen­tan­do tradizioni enogas­tro­nomiche, cibi e vini rimasti intat­ti durante la trasfor­mazione dell’Italia da paese con­tadi­no a nuo­va realtà indus­tri­ale.

Dopo il salu­to di Raf­faele Bor­riel­lo, vice­capo di gabi­net­to del Mipaaf con del­e­ga all’Expo che ha sot­to­lin­eato come “Il Padiglione dell’esperienza vitivini­co­la ital­iana è una sfi­da vin­ta”, Ric­car­do Cotarel­la, pres­i­dente del Comi­ta­to Sci­en­tifi­co ha introdot­to il tema dell’incontro: “Il viag­gio let­ter­ario è un aus­pi­cio: quel­lo di ved­er nascere nuovi tal­en­ti in gra­do di rac­con­tare il vino come lo sono sta­ti, con le loro pecu­liar­ità e nei loro anni, Mon­el­li, Sol­dati e Veronel­li”.

La tavola roton­da, mod­er­a­ta dal gior­nal­ista Gigi Broz­zoni, attra­ver­so le voci degli esper­ti, ha saputo nar­rare questo viag­gio affasci­nante, con i com­men­ti alle opere più sig­ni­fica­tive di Veronel­li, Sol­dati e Mon­el­li. Un vero excur­sus che ha rap­p­re­sen­ta­to le per­son­al­ità degli autori, acco­mu­nate dall’essere preziosi cus­to­di di alcune tradizioni con­sid­er­ate, ormai, intra­montabili e che ha saputo descri­vere i loro modi diver­si e ineguagli­a­bili di affrontare i temi legati alla nos­tra viti­cul­tura.

«Nel­la let­ter­atu­ra ital­iana del Nove­cen­to il vino ha avu­to spes­so un ruo­lo impor­tante – ha introdot­to così il tema del­la gior­na­ta Luca Cleri­ci, pro­fes­sore di Let­ter­atu­ra all’Università di Milano –. Nell’ambito del reportage eno-gas­tro­nom­i­co, invece, pos­si­amo iden­ti­fi­care ne Il Ghiot­tone errante di Pao­lo Mon­el­li il prin­ci­pale capos­tip­ite del genere. Nel­lo scrit­to si risco­pre tut­ta l’autenticità di alcu­ni pae­sag­gi e con­dizioni sociali. L’autore, gior­nal­ista buongus­taio e gran bevi­tore, per­corre un tour indi­men­ti­ca­bile lun­go lo Sti­vale in com­pag­nia di Nov­el­lo, pit­tore e vignettista astemio e morig­er­a­to. È curioso leg­gere le dis­cus­sioni fra i due che ani­mano un viag­gio, diver­tente e raf­fi­na­to, alla scop­er­ta dei vini e dei cibi gen­ui­ni, ripor­tate con brio e con un’attenzione par­ti­co­lare alla lin­gua, degus­ta­ta come un buon cal­ice in pagine di notev­ole sug­ges­tione».

Al tavo­lo dei rela­tori anche Alber­to Cap­at­ti, stori­co del­la cuci­na e co-cura­tore del­la mostra alla Tri­en­nale di Milano “Cam­minare la Ter­ra” su Lui­gi Veronel­li: «Il grande gior­nal­ista e scrit­tore milanese ci ha inseg­na­to, in oltre un ven­ten­nio, a creare un con­nu­bio, dif­fi­cile ma qua­si per­fet­to, tra due gran­di virtù del nos­tro Paese, il vino e la cuci­na, attra­ver­so opere come Man­gia­re bene all’italiana e Il Vino gius­to».

«Le inizia­tive di Veronel­li, anar­chico lib­er­tario, improntate al suo rig­ore e alla sua dis­obbe­dien­za, han­no saputo antic­i­pare la rif­les­sione a venire su ter­ri­tori, pratiche in vigna e in can­ti­na, riven­di­can­do dig­nità sovrana per il vig­naio­lo e riconosci­men­to per il frut­to del suo lavoro» ha poi con­tin­u­a­to Giuseppe Lo Rus­so, gior­nal­ista e gas­tronomo.

«Man­gia­re bene e bere meglio, la riscop­er­ta dei migliori prodot­ti del­la nos­tra tradizione da allo­ra sono diven­tati un con­tin­uo impeg­no del gus­to e dell’intelligenza, nel quale la cul­tura è inter­venu­ta a tut­to cam­po – ha com­men­ta­to Andrea Gab­briel­li, gior­nal­ista enogas­tro­nom­i­co –. Negli anni Cinquan­ta e Ses­san­ta è gius­to ricor­dare anche altri maestri e pio­nieri di uno stile che si sono cimen­tati con il vino e la gas­trono­mia con­tribuen­do, in modo non banale, alla conoscen­za e alla val­oriz­zazioni di questi temi, come Piero Accolti, Felice Cùn­so­lo, Liv­io Jan­nat­toni, Rossano Zez­zos, Lui­gi Volpi­cel­li e Rena­to Rat­ti».

«Se oggi fos­sero qui, cosa berreb­bero? – è il que­si­to giun­to dal gior­nal­ista Andrea Del Cero, che ha ripor­ta­to l’attenzione su Veronel­li, Sol­dati e Mon­el­li –. Ogni sin­go­la rispos­ta avrebbe un sapore diver­so per­ché ognuno di questi autori han­no approc­cia­to questi temi non solo con vari stili, ma anche per motivi dif­fer­en­ti. Mario Sol­dati, per esem­pio, sub­lime tes­ti­mone del pas­sato, che ha saputo con­dur­ci tra le sponde del Po negli anni Cinquan­ta, alla scop­er­ta degli usi e cos­tu­mi e delle tradizioni di un mon­do forse des­ti­na­to a scom­par­ire, prob­a­bil­mente per­cor­rerebbe a gran­di pas­si quel­la stes­sa direzione com­men­tan­do ad alta voce quel che vede e poi chiederebbe un cal­ice di vino rosso di grande stof­fa e ci ricamerebbe sopra una bel­la sto­ria di cui lui stes­so, a guardar bene, sarebbe in qualche modo pro­tag­o­nista».

Da Veronel­li a Sol­dati fino a Mon­el­li, in una ricer­ca curiosa e appro­fon­di­ta di tutte le preziose tes­ti­mo­ni­anze che ci han­no las­ci­a­to questi autori, veri tes­ti­moni del­la sto­ria del­la viti­cul­tura ital­iana e del­la nos­tra soci­età. Ma oggi, come è cam­bi­a­to il modo di rac­con­tare il vino? Ha chiu­so il con­veg­no Andrea Gori, som­me­li­er infor­mati­co: «In Italia il wine blog­ging va di pari pas­so con l’affermarsi dei vini cosid­det­ti nat­u­rali o assim­i­l­abili che ven­dono e diven­gono famosi, spes­so gra­zie al pas­s­aparo­la tra addet­ti ai lavori e appas­sion­ati, innesca­to pro­prio dalle ‘scop­erte’ dei blog­ger. La gram­mat­i­ca futu­ra del­la comu­ni­cazione del vino sarà scrit­ta dal web stes­so e dalle dinamiche che ani­mer­an­no l’infosfera del vino. E pri­ma che la qual­ità, nel comu­ni­care e far conoscere un vino, con­terà il modo con cui il con­suma­tore cercherà infor­mazioni sul vino stes­so, un fenom­e­no che pos­si­amo mon­i­torare costan­te­mente, ma che non abbi­amo idea di come potrebbe evol­vere».

I Sei Viag­gi di Expo con­tin­uer­an­no saba­to 27 giug­no con il ter­zo appun­ta­men­to dal tito­lo: “Uno sguar­do sul futuro. La ricer­ca sci­en­tifi­ca per una nuo­va viti­coltura”.

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Pubblicato: 16 Giugno 2015

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Categoria: Blog, Pubblicazioni Scientifiche

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