Associazione Vignaioli — Volterra

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Volter­ra, un anti­co nuo­vo ter­ri­to­rio del vino

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Nasce l’As­so­ci­azione Vig­naioli Volter­ra. 5 pro­dut­tori vitivini­coli di Volter­ra riu­ni­ti per la val­oriz­zazione del vino di qual­ità

 

di Francesca Mor­dac­chi­ni Alfani

Molti tra i pae­sag­gi enoici più conosciu­ti del nos­tro Paese apparten­gono alla Toscana: Mon­tal­ci­no e il suo Brunel­lo, San Gimignano con la Ver­nac­cia, il Chi­anti, Bol­gheri. Ora c’è un nuo­vo-vec­chio ter­ri­to­rio che si affac­cia,  tim­i­da­mente, nel panora­ma del vino ed inizia a risco­prire la sua anti­ca vocazione vitivini­co­la. Siamo anco­ra ai pri­mi pas­si, con esten­sioni e numero di bot­tiglie ridotte, ma l’impegno ver­so la qual­ità ed una grande dose di entu­si­as­mo non man­cano.

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Pho­to Cred­its F.M.Alfani

Inser­i­to tra la Valdiceci­na e la Valdera, il ter­ri­to­rio si pre­sen­ta in tut­ta la sua esasper­a­ta dram­matic­ità, dove i pro­fon­di col­las­si spes­so rip­ie­gano in curve ampie e mor­bide, per poi impen­nar­si in improvvise ver­ti­cali. Le balze — antiche ferite inferte dal tem­po all’anima fri­abile e argillosa del ter­reno —  inci­dono carat­ter­iz­zan­done il pae­sag­gio. Il gial­lo ocra esalta i ver­di bril­lan­ti men­tre sul­lo sfon­do si erge, di gri­gio panchi­no, la medievale cit­tà di Volter­ra, il cui potere è sta­to oscu­ra­to nel 1479 dal­la sig­no­rile Firen­ze.

Diver­sa era la situ­azione in epoca etr­usca, quan­do l’antica Vel­ha­tri impone­va la sua poten­za e si inseri­va felice­mente nel­la Dode­capoli. È in questo  momen­to che l’olivo e la vite entra­no a far parte del pae­sag­gio agrario. Poi nei sec­oli soprat­tut­to la vite diven­ta una coltura mar­ginale e in gen­erale Volter­ra pun­ta sem­pre di più sull’estrazione di rame, allume, alabas­tro e sale.

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Pho­to Cred­its F.M.Alfani

Oggi, dopo ulte­ri­ori cam­bi­a­men­ti, c’è un ritorno alla cam­pagna, inte­sa anche nel­la sua ver­sione agri­t­ur­is­ti­ca a sup­por­to dell’ospitalità per i cres­cen­ti flus­si tur­is­ti­ci del­la cit­tà. In questo ripen­sa­men­to dell’economia si inserisce anche il raf­forza­men­to di col­ture come l’olivo, l’utilizzo di gran­di esten­sioni a  pas­co­lo già riv­i­tal­iz­za­to dal­la grande immi­grazione sar­da degli anni ‘50, e  c’è chi ha por­ta­to sul ter­ri­to­rio con buoni risul­tati anche  zaf­fer­a­no e  tartu­fo.

Un dis­cor­so a parte meri­ta la viti­coltura, rimas­ta per anni ele­men­to acces­so­rio con pochi filari des­ti­nati al “vino di casa”, di recente  pos­ta al cen­tro di una polit­i­ca di recu­pero e soprat­tut­to di un lavoro in qual­ità con­dot­to in par­ti­co­lar modo da cinque “ganzi” tal­mente innamorati di questo prog­et­to da fon­dare l’Associazione Vig­naioli di Volter­ra. For­mal­iz­za­ta uffi­cial­mente pochi giorni fa, l’Associazione è di fat­to atti­va da più di un anno e vede un’energia friz­zante di entu­si­as­mo e col­lab­o­razione tra  5 diverse per­son­al­ità e con 5 espres­sioni del ter­ri­to­rio dif­fer­en­ti.

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Alessio Berni­ni Podere Il Muli­nac­cio Cred­its F. M.Alfani

Andan­do nel det­taglio, com­in­ci­amo doverosa­mente dal­la can­ti­na del  pres­i­dente Alessio Berni­ni. Al Podere Il Muli­nac­cio infat­ti, accan­to all’agriturismo, allo zaf­fer­a­no e alla tart­u­fa­ia con­trol­la­ta, si ada­giano  1,5 ha di vigne­to ded­i­cati ai vit­ig­ni stori­ci come San­giovese Grosso e Col­ori­no. È già in pre­ven­ti­vo la pos­si­bil­ità  di ampli­are la super­fi­cie vita­ta inclu­den­do anche il Ver­menti­no. Il podere Il Muli­nac­cio è un’azienda che guar­da a un bio­d­i­nam­i­co non rad­i­cale di cui sposa in par­ti­co­lare il prin­ci­pio di armo­niz­zazione e benessere di ogni sin­go­la pianta. Il ter­reno in ques­ta zona si pre­sen­ta sab­bioso con limo e scheletro garan­ten­do una buona min­er­al­ità. Due i vini in questo momen­to in bot­tiglia: Nero Di Cosi­mo, 95% San­giovese e 5% Col­ori­no, affi­na­to in bot­ti di castag­no e Cosimi­no,  un san­giovese in purez­za che fa solo acciaio.

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Clau­dia Del Duca Podere Mar­cam­po Cred­its F.M.Alfani

Ani­ma fem­minile del grup­po, Clau­dia Del Duca è la vicepres­i­dente dell’Associazione, nonché ele­men­to por­tante di Podere Mar­cam­po (non ce ne voglia papà Gen­uino). In questo caso siamo pro­prio a nord di Volter­ra, all’interno del Par­co nat­u­rale delle balze. Il ter­reno pre­sen­ta  argille plioceniche e come si legge nelle schede tec­niche il PH è alcali­no, ric­co di sali e min­er­ali. In can­ti­na Clau­dia ha le idee molto chiare e cer­ca un vino fine ed ele­gante, ten­dente al gio­vane, com­p­lesso, ma non strut­tura­to. Gli ettari vitati sono 2 ded­i­cati  a San­giovese e Mer­lot da cui proven­gono Gen­uino IGT Toscana rosso (San­giovese, Mer­lot); Mar­cam­po IGT Toscana rosso (San­giovese, Mer­lot) e Gius­to alle Balze IGT Toscana rosso (Mer­lot). Anche a casa Del Duca c’è l’intenzione di aumentare la super­fi­cie vita­ta per fare spazio al bian­co.

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Francesco Pepi Terre de’ Pepi Cred­its F.M.Alfani

Se Clau­dia rap­p­re­sen­ta l’anima fem­minile e del­i­ca­ta dell’Associazione, Francesco Pepi è decisa­mente quel­la gio­vane, ide­al­ista e bio­d­i­nam­i­ca. Nel­la sua Ter­ra de’ Pepi sono ban­di­ti conci­mi chimi­ci e  lavo­razioni mec­ca­niche inva­sive, si prat­i­ca il sovescio e c’è un grande rispet­to per tem­pi bio­logi­ci e cicli nat­u­rali. In can­ti­na si segue l’enodinamica che  prevede la mas­si­ma val­oriz­zazione delle carat­ter­is­tiche vari­etali sen­za l’ausilio di prodot­ti eno­logi­ci come lievi­ti indus­tri­ali, coa­d­i­u­van­ti delle fer­men­tazioni, tan­ni­ni, ecc. Ubi­cati in local­ità  Vil­la Riod­di, a cir­ca 1 km dal cen­tro stori­co di Volter­ra, i vigneti si esten­dono per 3 ha di cui 2 sono di vari­età a bac­ca rossa con San­giovese, Mon­tepul­ciano, Cilie­gi­o­lo e Col­ori­no e 1 ha cir­ca a bac­ca bian­ca con il Ver­menti­no. L’esposizione è a sud–ovest, nel ver­sante di Volter­ra in cui si vede il mare, il suo­lo è preva­len­te­mente argilloso con mas­s­ic­cia pre­sen­za di scheletro.

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Mr. Thomaeus Tenu­ta Mon­teRoso­la Cred­its F.M.Alfani

Poi c’è una ven­ta­ta di inter­nazion­al­ità con la Tenu­ta Monte Roso­la, nata nel 1999 per volon­tà di Car­men e Got­tfried Schmitt, che ora par­la  svedese gra­zie al recente acquis­to da parte del­la  Famiglia Thomaeus. L’azienda è sta­ta la pri­ma a credere nel ter­ri­to­rio e ha fat­to da traino per gli altri. Cura­ta nei min­i­mi det­tagli, con ele­gan­za e rispet­to per il ter­ri­to­rio,  è da sem­pre con­dot­ta egre­gia­mente dall’agronomo Michele Senese. Mon­teRoso­la  pre­sen­ta 2 ha di vigne­to con San­giovese, Mer­lot, Caber­net Sauvi­gnon e Shi­raz, e un prog­et­to di ampli­a­men­to per altri 15 ha. In bot­tiglia per adesso 4 rossi: Crescen­do IGT Toscana rosso (San­giovese), Can­to del­la Civet­ta IGT Toscana rosso (Mer­lot), Cor­po Notte IGT Toscana rosso (San­giovese e Cabenet S.), Indomi­to IGT Toscana rosso (blend di Shi­raz).

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Mario Busato Podere dei Sog­ni Cred­its F.M.Alfani

Infine l’infaticabile Mario Busato, vene­to di orig­ine vis­su­to in Bel­gio che a Volter­ra con la moglie Patrizia ha trova­to il suo Rifu­gio dei Sog­ni un ango­lo di par­adiso dove oltre all’agriturismo si pro­duce vino. Quat­tro ettari di vigna su ter­reno di medio impas­to leg­ger­mente argilloso tranne il Ver­menti­no che insiste su ter­reni ten­den­ti al sab­bioso; pazien­za e  tan­ta pas­sione por­tano il Rifu­gio dei Sog­ni in bot­tiglia. Nel 2003 esce la Goc­cia Volter­rana (San­giovese, Caber­net S. e Canaio­lo), dal­la vigna di 40 anni. Nel 2004 entr­erà in com­mer­cio L’intensivo, il San­giovese, nel 2005 Ani­ma, il Caber­net Sauvi­gnon in purez­za, e il Rosato da Caber­net Sauvi­gnon, nel 2010 lo Chardon­nay Alterego, Armo­nia il San­giovese, Mon­tepul­ciano e Foglia Ton­da e l’ultimo nato nel 2012 il Ver­menti­no. Un altro vino è in atte­sa di vedere la luce, Il Mer­lot 2012 anco­ra non in com­mer­cio e la pri­ma “Bol­lic­i­na Volter­rana” un rosè a base di Refos­co.

Per DiVi­ni Etr­uschi, la man­i­fes­tazione che pro­muove i vini del­la Dode­capoli svoltasi dal 1°al 3 mag­gio, l’Associazione Vig­naioli di Volter­ra ha potu­to rac­cogliere buoni con­sen­si da parte del pub­bli­co e l’incentivo gius­to per pros­eguire sul­la stra­da del­la qual­ità, ora non res­ta che tenere d’occhio i cinque “ganzi” e ved­er crescere negli assag­gi la loro Volter­ra nel bic­chiere.

 

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