ASSOENOLOGI: VENDEMMIA 2015

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VENDEMMIA 2015 LE PRIME PREVISIONI DELL’ASSOCIAZIONE ENOLOGI ENOTECNICI ITALIANI

Pri­mi dati uffi­ciali, regione per regione, elab­o­rati dall’Associazione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani. Essi sono vali­di fino a otto­bre, quan­do l’Assoenologi pre­sen­terà quel­li defin­i­tivi

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Vendem­mia 2015: Qual­ità. Otti­ma con molte punte di eccel­lente in tut­to il ter­ri­to­rio vitivini­co­lo nazionale

 

 

LA VENDEMMIA 2015 IN SINTESI

Quan­tità supe­ri­ore al 2014 del 10%. Le prime stime di Assoenolo­gi (29 agos­to 2015) dicono che quest’an­no si pro­dur­ran­no tra i 46 e i 47 mil­ioni di ettolitri di vino e mosto, a fronte del­la media quin­quen­nale (2010/2014) di 44,1 mil­ioni di ettolitri e di quel­la decen­nale (2005/2014) di 45,5 mil­ioni di ettolitri. L’e­lab­o­razione di Assoenolo­gi fa infat­ti ipo­tiz­zare che la pro­duzione di uva pos­sa oscil­lare fra i 63 e i 65 mil­ioni di quin­tali che, appli­can­do il coef­fi­ciente medio di trasfor­mazione del 73%, dan­no tra i 46 e i 47 mil­ioni di ettolitri di vino, un quan­ti­ta­ti­vo supe­ri­ore del 10% a quel­lo del­lo scor­so anno (42,1 mil­ioni di ettolitri di vino — dato Istat) e del 5% se rifer­i­to alla media quin­quen­nale (2010/2014).

Fat­ta eccezione del­la Toscana (-5%), del­la Lom­bar­dia e del­la Sardeg­na (pro­duzione uguale al 2014), tutte le altre regioni reg­is­tra­no un incre­men­to pro­dut­ti­vo oscil­lante da +5% (Emil­ia Romagna) a +25% (Puglia).

La pro­duzione, quin­di, ritor­na nelle medie pluri­en­nali, dopo i for­ti decre­men­ti del 2014 (42,1), del 2012 (41,1) e del 2011 (42,7). Le regioni che nel 2014 ave­vano fat­to reg­is­trare i mag­giori cali rispet­to alla prece­dente anna­ta sono state: Sicil­ia (-37%), Cam­pa­nia (-28%), Trenti­no Alto Adi­ge (-24%) e Lazio/Umbria (-20%).

Il Vene­to rimane la regione più pro­dut­ti­va. Il Vene­to, con ben 9,1 mil­ioni di ettolitri, si con­fer­ma la regione ital­iana più pro­dut­ti­va. Vene­to, Emil­ia Romagna, Puglia e Sicil­ia insieme nel 2015 pro­dur­ran­no oltre 28 mil­ioni di ettolitri, ossia più del 60% di tut­to il vino ital­iano.

Qual­ità ottima/eccellente in tut­t’I­talia. Dai rilievi fat­ti da Assoenolo­gi, le buone ris­erve idriche accu­mu­late han­no deter­mi­na­to un’interessante ripresa veg­e­ta­ti­va, sfo­ci­a­ta in una pri­mav­era che ha favorito le fasi feno­logiche per las­cia­re poi il pos­to ad un’es­tate cal­da, mit­i­ga­ta nel­la sec­on­da metà di agos­to da provvi­den­ziali piogge, con­dizioni che han­no sanci­to un per­cor­so decisa­mente pos­i­ti­vo del­la mat­u­razione dei grap­poli con l’ac­cu­mu­lo di sostanze aro­matiche e polifeno­liche. Il milles­i­mo 2015 è sti­ma­to da Assoenolo­gi qual­i­ta­ti­va­mente otti­mo con molte punte di eccel­lente, in par­ti­co­lar modo per i vini ottenu­ti da uve a bac­ca rossa che saran­no vendem­mi­ate a fine set­tem­bre. Il 2015 potrebbe essere incor­ni­ci­a­to come un milles­i­mo da ricor­dare; tale aus­pi­cio potrà essere però con­fer­ma­to solo a rac­col­ta ulti­ma­ta, vis­to che ad oggi (29 agos­to) è sta­to vendem­mi­a­to meno del 10% del prodot­to. Sarà l’an­da­men­to cli­mati­co e mete­ori­co del mese di set­tem­bre, e di parte di quel­lo di otto­bre, per alcune vari­età tar­dive, a decidere il liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo del­la pro­duzione. Infat­ti, se le prossime set­ti­mane decor­reran­no nel modo più oppor­tuno, ossia con gior­nate ric­che di sole e giuste pre­cip­i­tazioni, le pos­si­bil­ità di ottenere vini bianchi pro­fu­mati, con un gius­to equi­lib­rio di acid­ità, alcol­ic­ità, finez­za e fres­chez­za, e vini rossi armoni­ci, ric­chi di strut­tura, dai pro­fu­mi com­p­lessi e da lun­go invec­chi­a­men­to, ci sono tutte.

Le pre­vi­sioni di mer­ca­to. Le con­trat­tazioni sono anco­ra min­ime. Tut­ti stan­no alla fines­tra e vogliono capire come effet­ti­va­mente si evolverà la pro­duzione vitivini­co­la 2015. Allo sta­to attuale delle cose (29 agos­to) l’in­ter­esse è focal­iz­za­to sulle preno­tazioni di vini richi­esti dal mer­ca­to, men­tre risul­tano anco­ra piut­tosto deboli quelle di vini comu­ni e sen­za denom­i­nazione di orig­ine.

Luglio, il più cal­do degli ulti­mi due sec­oli. Flege­tonte, l’an­ti­ci­clone africano, si è fat­to sen­tire tenen­do l’I­talia sot­to pres­sione in giug­no e luglio. Al Cen­tro Nord si sono reg­is­trate tem­per­a­ture decisa­mente al di sopra del­la media e con un tas­so di umid­ità altissi­mo. Il Sud d’I­talia e la Sicil­ia han­no man­tenu­to tem­per­a­ture nel­la nor­ma fino al 9 luglio. Il ven­to poi ha cam­bi­a­to direzione spo­stan­do le alte tem­per­a­ture al Sud e mit­i­gan­dole al Nord. Fat­ta eccezione per alcune zone, l’es­cur­sione ter­mi­ca tra giorno e notte ha priv­i­le­gia­to i vigneti man­te­nen­dosi su val­ori accetta­bili. A fine luglio Caronte ha con­tin­u­a­to a pom­pare cal­do dal­l’Africa, tan­to da portare le tem­per­a­ture a val­ori molto vici­ni, e in alcu­ni casi supe­ri­ori, ai 40°C in diverse zone del­la Peniso­la. Da qui le val­u­tazioni del CNR, che ha clas­si­fi­ca­to il mese di luglio 2015 come il più cal­do dal 1800, con cir­ca 3,5°C supe­ri­ori alla media.

Qual­cuno dice che non bisogna lamen­tar­si del cal­do tor­ri­do di quest’es­tate per­ché potrem­mo rimpianger­lo. Un team inter­nazionale di scien­ziati, guida­to da Valenti­na Zharako­va, affer­ma che fra quindi­ci anni la ter­ra entr­erà in una mini area glaciale, per­tan­to si preve­dono per 10 anni tem­per­a­ture basse ed inverni rigidis­si­mi, tan­to che l’at­tiv­ità solare nel 2030 potrebbe ridur­si anche del 50% con indub­bie riper­cus­sioni sulle col­ture e quin­di anche sul­la vite, nonos­tante la sua grande capac­ità di adat­ta­men­to.

Oggi (29 agos­to) è sta­to rac­colto solo il 10% del­l’u­va da vino. Ad oggi – sec­on­do il cen­tro stu­di di Assoenolo­gi — sono state rac­colte solo le uve pre­co­ci e prin­ci­pal­mente quelle per la pro­duzione delle basi spumante, che rap­p­re­sen­tano meno del 10% del­l’in­tero cari­co viti­co­lo ital­iano. In effet­ti in Sardeg­na, Puglia e Sicil­ia l’inizio del­la vendem­mia di queste uve (Chardon­nay, Pinot, Sauvi­gnon) è inizia­ta il 3 agos­to. In Lom­bar­dia (Oltrepò Pavese e Fran­ci­a­cor­ta) tra il 10 ed il 15 del­lo stes­so mese. I con­fer­i­men­ti in Italia entr­eran­no nel pieno a metà set­tem­bre e si con­clud­er­an­no intorno ai pri­mi di novem­bre con gli ulti­mi grap­poli di Neb­bi­o­lo in Val­tel­li­na, di Caber­net in Alto Adi­ge, di Aglian­i­co del Taurasi in Cam­pa­nia e dei vit­ig­ni autoc­toni sulle pen­di­ci del­l’Et­na.

2015: ciclo veg­e­ta­ti­vo ide­ale. Gra­zie ad un inver­no ric­co di pre­cip­i­tazioni, sia piovose che nevose, le viti han­no avu­to modo di “risveg­liar­si” in una pri­mav­era mite, con una buona ris­er­va idri­ca. Il ger­moglia­men­to è risul­ta­to antic­i­pa­to rispet­to alla scor­sa anna­ta, così come la fior­it­u­ra inizia­ta dopo la metà di mag­gio, a cui è segui­ta, in molte regioni ital­iane, un’ot­ti­ma alle­ga­gione. Gli ele­men­ti che han­no carat­ter­iz­za­to quest’an­na­ta sono sta­ti il gran cal­do del­l’es­tate, con tem­per­a­ture decisa­mente supe­ri­ori a 3/5°C rispet­to alla nor­ma e la scar­sità di pre­cip­i­tazioni per un peri­o­do piut­tosto pro­l­un­ga­to. Quin­di il ciclo veg­e­ta­ti­vo, in gen­erale, si è avval­so all’inizio di tem­per­a­ture miti di giorno e fres­che di notte, aumen­tate e diven­tate, nel­la stra­grande gen­er­al­ità dei casi, a volte bru­cianti dal­la sec­on­da metà di giug­no e nel mese di luglio. L’ir­rigazione di soc­cor­so si è riv­e­la­ta fon­da­men­tale per affrontare lo stress idri­co causato dal­l’an­da­men­to sta­gionale. Gra­zie a ques­ta situ­azione i vigneti non sono sta­ti attac­cati dalle prin­ci­pali fitopa­tolo­gie del­la vite, per­tan­to allo sta­to attuale si pre­sen­tano sani. Dopo Fer­ragos­to la situ­azione si è nuo­va­mente mod­i­fi­ca­ta con provvi­den­ziali pre­cip­i­tazioni e il con­seguente abbas­sa­men­to delle tem­per­a­ture, che han­no rista­bil­i­to le con­dizioni ide­ali per il prosieguo del ciclo veg­e­ta­ti­vo del­la vite, ripor­tan­do la turgid­ità negli aci­ni a con­dizioni otti­mali.

Con­sid­er­azioni sul val­ore delle nos­tre esportazioni di vino.

Pro­durre bene non bas­ta, occorre anche saper vendere bene. E su questo fronte, men­tre i con­su­mi interni con­tin­u­ano a calare, tan­to che Assoenolo­gi ritiene che chi­ud­er­e­mo il 2015 a 36 litri a per­sona, il vino ital­iano nel mon­do piace e rimane il più ven­du­to. Nel 2014 l’Italia ha piaz­za­to all’es­tero 20,5 mil­ioni di ettolitri (cir­ca il 50% del­l’in­tera pro­duzione), con­tro i 14,4 mil­ioni di ettolitri dei cug­i­ni d’Oltralpe.

Se però siamo i pri­mi in quan­tità non lo siamo in val­ore, nonos­tante il deciso incre­men­to rag­giun­to dalle nos­tre bot­tiglie negli ulti­mi anni, i cui introiti uni­tari sono pas­sati da 1,75 euro/litro del 2009 a 2,49 euro/litro del 2014, quin­di con un incre­men­to del 42%. Un deciso bal­zo in avan­ti che, sia pure a pic­coli pas­si, riduce la dis­tan­za del val­ore delle nos­tre esportazioni rispet­to a quelle dei vini france­si. I dati 2014 dan­no infat­ti per l’Italia 5,1 mil­iar­di di euro, con­tro i 7,7 mil­iar­di di euro del­la Fran­cia.

“Atten­zione però — spie­ga Giuseppe Martel­li diret­tore gen­erale di Assoenolo­gi — il 31% del val­ore per la Fran­cia è imputabile agli cham­pagne che, rispet­to ai nos­tri spuman­ti (840 mil­ioni di euro), han­no un’incidenza mas­s­ic­cia nel com­par­to eco­nom­i­co del­l’­ex­port francese. Se togliamo dai 7,7 mil­iar­di di euro i 2,4 mil­iar­di dovu­ti allo cham­pagne ed enu­cle­iamo gli 840 mil­ioni di euro dei nos­tri spuman­ti risul­tano val­ori pari a 5,3 mil­iar­di di euro per i vini esportati france­si e 4,3 mil­iar­di per quel­li ital­iani”.

Quin­di facen­do qualche con­sid­er­azione sug­li incre­men­ti di ven­dite degli ulti­mi anni che l’Italia ha avu­to nel mon­do e soprat­tut­to sull’aumento del prez­zo uni­tario al litro che, come det­to pri­ma, dal 2009 ad oggi ha fat­to reg­is­trare una lievi­tazione del 42%, si può ipo­tiz­zare che il val­ore del vino ital­iano esporta­to nel mon­do (spuman­ti esclusi) nei prossi­mi anni potrà, se l’Italia saprà gio­care bene le sue carte, avvic­i­nar­si notevol­mente agli attuali introiti dei vini france­si.

Non va infat­ti dimen­ti­ca­to che le nos­tre ven­dite com­p­lessive all’estero, nonos­tante la crisi, a fine 2014 han­no fat­to reg­is­trare un incre­men­to di 1,4% in val­ore e di 1,1% nei volu­mi. I dati elab­o­rati da Assoenolo­gi per i pri­mi tre mesi del 2015 dan­no una lievi­tazione del 3,85% in val­ore, con una leg­gera con­trazione (-2,1%) del­la quan­tità, con pre­vi­sioni di cresci­ta di almeno tre pun­ti in val­ore al tra­guar­do dei pri­mi nove mesi del 2015.

Gen­naio e feb­braio 2015 han­no fat­to reg­is­trare aumen­ti di export molto sim­ili all’anno prece­dente. Il vero risveg­lio si è man­i­fes­ta­to a mar­zo con un repenti­no bal­zo dei flus­si com­mer­ciali. In tale mese il tas­so di cresci­ta è sta­to infat­ti di +13,4% in val­ore e di +6,4% in vol­ume con un aumen­to uni­tario per litro di qua­si il 7%. Tut­to questo ci fa ben sper­are.

La situ­azione in pil­lole

Qual­ità. Otti­ma con molte punte di eccel­lente in tut­to il ter­ri­to­rio vitivini­co­lo nazionale. Le pre­messe per incor­ni­cia­re il 2015 come un milles­i­mo da ricor­dare ci sono tutte. Questo potrà però essere con­fer­ma­to in tutte o in parte delle regioni vitivini­cole ital­iane se il mese di set­tem­bre decor­rerà con gior­nate di sole adeguate e pre­cip­i­tazioni con­facen­ti.

Quan­tità. Sicu­ra­mente incre­men­ta­ta di almeno il 10% rispet­to allo scor­so anno quan­do si pro­dussero 42 mil­ioni di ettolitri di vino, ossia un quan­ti­ta­ti­vo tra i più scar­si degli ulti­mi 65 anni. Nel 2015 si pro­dur­ran­no tra i 46 ed i 47 mil­ioni di ettolitri.

Mer­ca­to. In cresci­ta per i vini richi­esti dal mer­ca­to in par­ti­co­lar modo per quel­li a denom­i­nazione di orig­ine. Sta­bile per gli altri.

Esportazione. In cresci­ta con pre­vi­sione di un ulte­ri­ore aumen­to in par­ti­co­lar modo per i val­ori che, sec­on­do Assoenolo­gi, dovreb­bero essere incre­men­tati di almeno 3 pun­ti al tra­guar­do dei pri­mi 9 mesi del­l’an­no.

Con­su­mi interni. In rib­as­so. Sec­on­do Assoenolo­gi a fine 2015 si arriverà a meno di 36 litri pro capite, con­tro i 45 del 2007. 

Nella pagina che segue viene riprodotta la tabella riassuntiva sulla situazione al 29 agosto 2015, regione per regione, sulla produzione di mosti e vini. Successivamente vengono illustrate le previsioni riferite alle principali regioni vitivinicole italiane, a cui seguono alcune tabelle che riassumono i dati di produzione degli ultimi anni.

LE PREVISIONI ASSOENOLOGI SULLA PRODUZIONE VITIVINICOLA 2015 REGIONE PER REGIONE CONFRONTO CON LA MEDIA DELLE ULTIME 5 ANNATE E DEL 2014

                                        Pro­duzione media                 Ettolitri                 ±% pre­vista         ±% pre­vista        Media ettolitri

Regione                               2010/2014               pro­duzione 2014     rispet­to media          rispet­to                 pre­visti

                                                Dati Istat                        Dati Istat               ulti­mi 5 anni               2014                      2015*

Piemonte                  2.605.000               2.402.000                +1%                +10%          2.640.000

Lom­bar­dia               1.322.000               1.424.000                 +7                     =              1.420.000

Trenti­no A.A.           1.175.000               1.029.000                  =                  +15%          1.180.000

Vene­to                      8.446.000               8.281.000                +8%                +10%          9.110.000

Friuli V.G.                 1.264.000               1.367.000               +19%               +10%          1.500.000

Emil­ia Romagna      6.737.000               6.958.000                +9%                 +5%           7.310.000

Toscana                   2.576.000               2.778.000                +2%                 ‑5%            2.640.000

Marche                        908.000                  916.000               +11%               +10%          1.010.000

Lazio Umbria           2.090.000               1.972.000                +9%                +15%          2.270.000

Abruz­zo                    2.551.000               2.273.000                ‑6%                 +5%           2.390.000

Cam­pa­nia                 1.593.000               1.183.000               ‑11%               +20%          1.420.000

Puglia                       5.924.000               5.430.000               +15%               +25%          6.790.000

Sicil­ia                       5.498.000               4.539.000                ‑9%                +10%          5.000.000

Sardeg­na                    570.000                  746.000               +32%                  =                 750.000

Altre**                          854.000                  790.000                +2%                +10%             870.000

Totale                     44.113.000             42.088.000                +5%                +10%        46.300.000

Fonte Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani

  *    In colon­na sono indi­cate le medie pro­dut­tive arro­ton­date e ipo­tiz­zate per ogni regione

**    Valle d’Aos­ta, Lig­uria, Molise, Basil­i­ca­ta, Cal­abria

PIEMONTE

Quan­tità: +10% rispet­to vendem­mia 2014

Qual­ità otti­ma e quan­tità nel­la media degli ulti­mi 5 anni è in sin­te­si il risul­ta­to che ci si attende in Piemonte dal­la vendem­mia 2015. Gra­zie ad un inver­no ric­co di pre­cip­i­tazioni, sia piovose che nevose, le viti han­no avu­to modo di “risveg­liar­si” in una pri­mav­era mite, con buona ris­er­va idri­ca, come non suc­cede­va da anni. Ger­moglia­men­to antic­i­pa­to rispet­to alla scor­sa anna­ta e rego­lare. Lo stes­so dicasi per la fior­it­u­ra, inizia­ta a metà mag­gio, a cui è segui­ta un’ottima alle­ga­gione.

La parte finale del mese di mag­gio e la pri­ma decade di giug­no han­no vis­to un susseguir­si di per­tur­bazioni. Luglio, invece, è sta­to carat­ter­iz­za­to da tem­per­a­ture sopra alla media sta­gionale e dal­la totale assen­za di pre­cip­i­tazioni, fat­ti che han­no ral­len­ta­to il ciclo veg­e­ta­ti­vo, ponen­do le basi per un ulte­ri­ore anticipo del­la mat­u­razione dell’uva di 10/12 giorni rispet­to allo scor­so anno, in lin­ea con un’annata nor­male.

La vari­età che risul­ta meno pro­dut­ti­va è il Neb­bi­o­lo, per tut­ti gli altri vit­ig­ni (Mosca­to, Bra­chet­to, Bar­bera, Cortese) si prevede una pro­duzione in aumen­to rispet­to al 2014.

La rac­col­ta delle uve Chardon­nay e Pinot nero base spumante, per­fet­ta­mente sane, è inizia­ta indica­ti­va­mente a metà agos­to, per con­clud­er­si ver­so il 22 del­lo stes­so mese. A seguire le uve Bra­chet­to e il Mosca­to con inizio il 25 agos­to. Nel­la pri­ma decade di set­tem­bre sarà la vol­ta delle uve Dol­cet­to, Freisa e Cortese. A metà del­lo stes­so mese la rac­col­ta coin­vol­gerà le Bar­bere e a seguire i Neb­bi­oli dei gran­di rossi da invec­chi­a­men­to. Il risul­ta­to del­l’an­na­ta vitivini­co­la in gen­erale e di quel­lo dei vini rossi impor­tan­ti è ora lega­to alle con­dizioni cli­matiche dell’ultimo mese pri­ma del­la rac­col­ta.

Quan­ti­ta­ti­va­mente si prevede un incre­men­to com­p­lessi­vo del­la pro­duzione di un buon 10% rispet­to alla pas­sa­ta cam­pagna e di qual­ità otti­ma.

I prezzi delle uve si preve­dono sta­bili.

Regione

Pro­duzione
media HL
2005/2014

Pro­duzione
media HL
2010/2014

Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Piemonte

2.737.000

2.605.000

2.402.000

2.640.000

LOMBARDIA

Quan­tità: uguale rispet­to vendem­mia 2014

L’inverno e la pri­mav­era sono sta­ti carat­ter­iz­za­ti da cli­ma mite e da abbon­dan­ti piogge. Dal­la sec­on­da decade di mar­zo si sono reg­is­trati grad­u­ali aumen­ti del­la tem­per­atu­ra. Il ger­moglia­men­to è sta­to ral­len­ta­to dagli dal­la scostan­za ter­mi­ca e dal­l’in­nalza­men­to delle tem­per­a­ture, nonché dal­la qua­si assen­za di pre­cip­i­tazioni, men­tre l’al­le­ga­gione non è sta­ta dis­tur­ba­ta da par­ti­co­lari even­ti.

Giug­no è trascor­so con tem­per­a­ture sen­si­bil­mente più ele­vate del­la media e sen­za pre­cip­i­tazioni. In luglio le tem­per­a­ture si sono ulte­ri­or­mente innalzate tan­to da rag­giun­gere medie di 27–29°C, con mas­sime anche di 40°C. Con­dizioni che han­no ral­len­ta­to le fasi di inva­iatu­ra nelle vari­età pre­co­ci. Fenomeni legati alla caren­za idri­ca si sono ver­i­fi­cati sui vigneti gio­vani.

In Val­tel­li­na l’invaiatura al 20 di agos­to risul­ta­va essere ben oltre il 50%, in ritar­do di cir­ca 7 giorni rispet­to ad un anda­men­to nor­male. La san­ità delle uve è buona e quan­ti­ta­ti­va­mente si sti­ma una pro­duzione nor­male. A gran­di linee la vendem­mia in Val­tel­li­na dovrebbe iniziare a fine settembre/primi di otto­bre, quin­di è pre­maturo fare con­sid­er­azioni sul­la qual­ità.

Le poche ma provvi­den­ziali piogge del­la pri­ma quindic­i­na di agos­to han­no accel­er­a­to la mat­u­razione dei Pinot. In Fran­ci­a­cor­ta si riscon­tra­no cali di pro­duzione anche del 10% rispet­to al 2014, che ven­gono con­va­l­i­dati dalle rese in pres­sa. Buc­ce spesse, gius­to gra­do zuc­cheri­no ed acid­ità mal­i­ca di 1.5–2.0 g/l. In Oltrepò e nel­la stes­sa Fran­ci­a­cor­ta i pri­mi grap­poli sono sta­ti stac­cati pri­ma di Fer­ragos­to. Lo sta­to san­i­tario è molto buono. Qual­i­ta­ti­va­mente, se il tem­po reg­gerà con buone escur­sioni ter­miche tra giorno e notte e una gus­ta dis­tribuzione di cal­do e piogge, la pro­duzione vini­co­la 2015 in tut­ta la regione si attesterà su otti­mi liv­el­li.

Com­p­lessi­va­mente per la cam­pagna in cor­so per la Lom­bar­dia si sti­ma un quan­ti­ta­ti­vo che rispec­chierà quel­lo del­lo scor­so anno.

Regione

Pro­duzione
media HL
2005/2014

Pro­duzione
media HL
2010/2014

Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Lom­bar­dia

1.242.000

1.322.000

1.424.000

1.420.000

TRENTINO ALTO ADIGE

Quan­tità: +15% rispet­to vendem­mia 2014

In Trenti­no Alto Adi­ge la qual­ità dell’uva, per tutte le vari­età è eccel­lente. Il frut­to è sano e non pre­sen­ta anom­alie. Le con­dizioni per la pro­duzione di un milles­i­mo di grande con­sid­er­azioni ci sono tutte. Non ci sono ter­mi­ni di con­fron­to con lo scor­so anno, le due annate si pon­gono agli antipo­di, umi­do, piovoso e fred­do il 2014, cal­do e asciut­to il 2015.

Anna­ta fino a giug­no con con­dizioni cli­matiche nor­mali; inver­no mite, pri­mav­era rego­lare con ger­moglia­men­to uni­forme e pre­coce a cui ha fat­to segui­to un peri­o­do fred­do durante la set­ti­mana di Pasqua che ha parzial­mente ral­len­ta­to lo sta­dio veg­e­ta­ti­vo delle viti.

Fior­it­u­ra antic­i­pa­ta nell’ultima decade di mag­gio, inter­es­sa­ta da alcu­ni giorni con tem­per­a­ture min­ime al di sot­to del­la media sta­gionale. I tem­po­rali di metà giug­no han­no causato alcune grand­i­nate, delle quali la più impor­tante è sta­ta quel­la del 27 giug­no, reg­is­tra­ta nel­la zona merid­ionale del Trenti­no tra Mori e Lop­pio.

Gli ele­men­ti che han­no carat­ter­iz­za­to ques­ta anna­ta sono sta­ti il gran cal­do dell’estate e la scar­sità di pre­cip­i­tazioni per un peri­o­do molto pro­l­un­ga­to: in Trenti­no 350 mm di piog­gia dall’inizio dell’anno, di cui cir­ca 50 mm nell’ultimo mese e mez­zo. Le tem­per­a­ture medie sono state sen­si­bil­mente incre­men­tate. L’irrigazione di soc­cor­so si è riv­e­la­ta fon­da­men­tale per affrontare un anda­men­to sta­gionale.

In Trenti­no la vendem­mia delle uve base spumante (Pinot gri­gio, Chardon­nay) è inizia­ta lunedì 24 agos­to, men­tre in Alto Adi­ge è incom­in­ci­a­ta tra la fine agos­to e i pri­mi giorni di set­tem­bre con le vari­età del fon­dovalle a bac­ca bian­ca (Pinot gri­gio, Chardon­nay, Pinot bian­co) per con­tin­uare con le fasce col­li­nari con i pri­mi Sauvi­gnon, Müller Thur­gau e Pinot nero. In Alto Adi­ge la mag­gior parte delle uve sarà rac­col­ta tra il 15 e il 30 set­tem­bre con i bianchi col­li­nari: Pinot nero, Schi­a­va, Lagrein e Mer­lot. Chi­ud­er­an­no la vendem­mia i Caber­net ver­so la metà/fine di otto­bre. In Trenti­no il pieno del­la rac­col­ta avver­rà nel­la pri­ma decade di set­tem­bre quan­do si accav­aller­an­no i con­fer­i­men­ti di Chardon­nay, Pinot Gri­gio, Müller Thur­gau, Tramin­er aro­mati­co. I con­fer­i­men­ti delle uve rosse inizier­an­no invece ver­so la metà di set­tem­bre con il Mer­lot e il Terold­ego. La chiusura delle oper­azioni vendem­mi­ali è pre­vista tra la fine di set­tem­bre e i pri­mi di otto­bre con gli ulti­mi grap­poli di Caber­net ed Enan­tio.

Quan­ti­ta­ti­va­mente in Trenti­no Alto Adi­ge si prevede un incre­men­to di pro­duzione di cir­ca il 15% rispet­to al 2014.

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Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Trenti­no
Alto Adi­ge

1.171.000

1.175.000

1.029.000

1.180.000

VENETO

Quan­tità: +10% rispet­to vendem­mia 2014

In tut­to il Vene­to l’inizio del ciclo veg­e­ta­ti­vo è avvenu­to nel­la nor­ma per tem­per­a­ture e pre­cip­i­tazioni. Da metà giug­no fino a metà agos­to si sono avute tem­per­a­ture al di sopra del­la media sta­gionale, che han­no deter­mi­na­to sof­feren­za in alcu­ni impianti privi di irrigazione.

Gli even­ti atmos­feri­ci (grand­i­nate e trombe d’aria) han­no col­pi­to a fasi alterne pic­cole par­ti del ter­ri­to­rio. Lo sta­to san­i­tario e la qual­ità delle uve è tra il buono e l’ot­ti­mo in tut­ta la regione. Il tenore zuc­cheri­no nel­la nor­ma. Buono il quadro aci­do.

Il ciclo veg­e­ta­ti­vo in gen­erale si è avval­so all’inizio di tem­per­a­ture miti di giorno e fres­che di notte, aumen­tate e diven­tate a volte bru­cianti dal­la sec­on­da metà di giug­no e nel mese di luglio. Le piogge sono ricom­parse a fine luglio in Vene­to Occi­den­tale in con­comi­tan­za con l’invaiatura con pre­cip­i­tazionI tra i 20 e i 40 mm e dopo Fer­ragos­to in quel­lo Ori­en­tale. Questo ha con­sen­ti­to alle viti di recu­per­are in parte, per le zone non irrigue, lo stress idri­co pati­to in prece­den­za. Per le zone viti­cole dove è prat­i­ca­bile l’irrigazione di soc­cor­so si prospet­ta un anticipo del­la mat­u­razione di almeno una set­ti­mana sul­la fase feno­log­i­ca, in par­ti­co­lare per le vari­età pre­co­ci.

La vendem­mia in Vene­to Cen­tro Ori­en­tale è inizia­ta il 24 agos­to per le uve pre­co­ci. A seguire, nel­la pri­ma set­ti­mana di set­tem­bre, sarà la vol­ta del­la Glera (Pros­ec­co Doc) colti­va­ta in pia­nu­ra e nelle set­ti­mane suc­ces­sive quel­la di col­li­na. Nel­l’ul­ti­ma decade di set­tem­bre si passerà alle vari­età a bac­ca rossa (Mer­lot, Caber­net in par­ti­co­lare). In Vene­to le oper­azioni di rac­col­ta si chi­ud­er­an­no, nel veronese, con i con­fer­i­men­ti di Gar­gane­ga, Corv­ina e Durel­la nei pri­mi giorni di otto­bre e con le uve Raboso, nel tre­vi­giano, nel­la pri­ma quindic­i­na del­lo stes­so mese.

Ottime le pre­vi­sioni qual­i­ta­tive per i vini di tut­ta la regione, anche se molto dipen­derà dal­l’an­da­men­to cli­mati­co e mete­ori­co delle prossime set­ti­mane. Quan­ti­ta­ti­va­mente nel­la parte Occi­den­tale si sti­ma una pro­duzione mag­gior­i­taria del 5–7%, men­tre in quel­la Ori­en­tale tra il 10–15%, vista anche l’en­tra­ta in pro­duzione di nuovi impianti.

Il mer­ca­to in tut­to il Vene­to è attual­mente sta­bile, con quo­tazioni in lieve rial­zo per le uve base Pros­ec­co.

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2014
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pro­duzione 2015
HL

Vene­to

8.062.000

8.446.000

8.281.000

9.110.000

FRIULI VENEZIA GIULIA

Quan­tità: +10% rispet­to vendem­mia 2014

L’inverno in Friuli Venezia è decor­so con favorevoli con­dizioni cli­matiche che han­no agevola­to le prin­ci­pali fasi feno­logiche del­la vite. Nel mese di luglio, durante il peri­o­do dell’invaiatura, si è ver­i­fi­ca­to un cli­ma tor­ri­do ed asciut­to con tem­per­a­ture vicine ai 40°C, cre­an­do prob­le­mi di sic­c­ità e scot­tature alla vite, che ha ral­len­ta­to vis­tosa­mente il ciclo veg­e­ta­ti­vo soprat­tut­to nei vigneti di col­li­na e in quel­li sprovvisti d’irrigazione di soc­cor­so.

A fine luglio, una serie di tem­po­rali estivi han­no abbas­sato sen­si­bil­mente le tem­per­a­ture riequi­li­bran­do il ciclo veg­e­ta­ti­vo. Nel mese di agos­to, un nuo­vo fronte cal­do africano si è inse­di­a­to in Friuli Venezia Giu­lia  favoren­do le escur­sioni ter­miche, ide­ali per la com­po­nente aro­mat­i­ca dell’uva.

L’epoca di vendem­mia, per le uve des­ti­nate alla pro­duzione di base spumante, si sta esauren­do in questi giorni per las­cia­re il pos­to alla rac­col­ta di Pinot nero, Tramin­er aro­mati­co, Pinot gri­gio e Sauvi­gnon.

La quan­tità d’uva sarà supe­ri­ore del 10% rispet­to allo scor­so anno, il che las­cia pre­sup­porre che si pro­dur­ran­no intorno a 1,5 mil­ioni di ettolitri di vino con­tro 1.367.000 ettolitri del­lo scor­so anno (dato Istat). Gra­zie anche alle pre­cip­i­tazioni del mese di agos­to si riscon­tra un’ottima resa uva/vino.

I pri­mi dati analiti­ci ril­e­vano delle buone gradazioni zuc­cher­ine con sen­si­bili cali dell’acidità rispet­to alla pas­sa­ta vendem­mia.

Solo dopo il 20 di set­tem­bre dovreb­bero iniziare i pri­mi con­fer­i­men­ti di uve a bac­ca rossa (Mer­lot e Caber­net Franc). La vendem­mia in Friuli Venezia Giu­lia ter­min­erà con la rac­col­ta delle vari­età tar­dive (Ver­duz­zo, Refos­co e Picol­it) ver­so la metà del mese di otto­bre.

Per quan­to riguar­da le con­trat­tazioni delle uve, c’è un cer­to inter­esse per alcune vari­età a bac­ca bian­ca tipo Glera, Ribol­la gial­la, Pinot gri­gio e Sauvi­gnon, men­tre per le uve rosse grande atten­zione è ripos­ta su Mer­lot e Caber­net Sauvi­gnon.

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2014
HL

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pro­duzione 2015
HL

Friuli V.G.

1.167.000

1.264.000

1.367.000

1.500.000

EMILIA ROMAGNA

Quan­tità: +5% rispet­to vendem­mia 2014

Il peri­o­do del­la fior­it­u­ra è avvenu­to durante una fase pri­maver­ile per­tur­ba­ta che ha deter­mi­na­to casi di cas­co­la fio­rale. Nonos­tante il cal­do di luglio, gra­zie alle ottime ris­erve idriche accu­mu­late durante l’inverso, i vigneti han­no man­tenu­to un otti­mo pro­fi­lo san­i­tario.

In tut­ta l’E­mil­ia Romagna si reg­is­tra un anticipo di mat­u­razione di cir­ca una set­ti­mana rispet­to al 2014 e le oper­azioni di rac­col­ta sono iniziate ver­so il 20 di agos­to con i con­fer­i­men­ti delle uve Pinot bian­co e Chardon­nay des­ti­nate alla pro­duzione di base spumante, quan­do il San­giovese sta­va con­clu­den­do l’invaiatura (cam­bio di col­ore del grap­po­lo). Nel­la nor­ma i con­tenu­ti zuc­cheri­ni, decisa­mente più basse le acid­ità rispet­to allo scor­so anno. Rel­a­ti­va­mente alle vari­età storiche del­la Romagna per i con­fer­i­men­ti delle uve Albana, Pig­no­let­to bisogn­erà atten­dere intorno al 7 set­tem­bre, seguiran­no ver­so il 15 le uve Treb­biano e, nel­la sec­on­da decade di set­tem­bre, quelle di San­giovese, i cui grap­poli saran­no rac­colti sino alla metà di otto­bre.

In Emil­ia in pia­nu­ra si è irri­ga­to qua­si dap­per­tut­to e le quan­tità sono ormai garan­tite rispet­to alla caren­za di acqua. Per l’Ancellotta si prevede un calo pro­dut­ti­vo del 15% a fronte di un incre­men­to del 5% dei Lam­br­uschi  men­tre le Mal­vasie calano del 10%.

Da saba­to 5 set­tem­bre sarà la vol­ta delle uve Treb­biano, Pig­no­let­to, Albana, Mal­va­sia, Ortru­go e Ancel­lot­ta. Nel­la terza decade di set­tem­bre si rac­coglier­an­no i grap­poli di Lam­br­us­co Marani, Lam­br­us­co Salamino e San­giovese. Si con­tin­uerà il 10 otto­bre con il Lam­br­us­co di Sor­bara, men­tre dal 20 del­lo stes­so mese sarà la vol­ta del Lam­br­us­co Gras­parossa e Croat­i­na, con i quali si chi­ud­er­an­no le oper­azioni vendem­mi­ali.

Si preve­dono vini di qual­ità assai inter­es­sante, con diverse punte di  otti­mo, men­tre per quan­to con­cerne la quan­tità si sti­ma, per le zone di Par­ma, Pia­cen­za e Reg­gio Emil­ia, un calo di cir­ca il 10%, men­tre un aumen­to di qua­si il 5% per la provin­cia di Mod­e­na.

Otti­ma le pre­vi­sioni qual­i­ta­tive dei futuri vini di tut­ta la regione, anche se ogni pre­vi­sione potrà essere rib­al­ta­ta qualo­ra il mese di set­tem­bre non decor­resse nel modo dovu­to. Rel­a­ti­va­mente alle pre­vi­sioni quan­ti­ta­tive la regione è spez­za­ta in due. Men­tre per l’Emilia sostanzial­mente si con­fer­ma la pro­duzione del­lo scor­so anno, in Romagna si sti­ma un quan­ti­ta­ti­vo mag­giore del 5–7%.

Al momen­to il mer­ca­to gen­era scam­bi che sono nel­la nor­ma, i prezzi sono sta­bili con una leg­gera ten­den­za al rial­zo, anche se ad oggi gli oper­a­tori man­i­fes­tano una cer­ta pru­den­za in atte­sa del pieno del­la vendem­mia.

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Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
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HL

Emil­ia
Romagna

6.660.000

6.737.000

6.958.000

7.310.000

TOSCANA

Quan­tità: ‑5% rispet­to vendem­mia 2014

L’an­da­men­to cli­mati­co in Toscana è sta­to carat­ter­iz­za­to da un inver­no ed un inizio pri­mav­era con pre­cip­i­tazioni abbon­dan­ti che ha per­me­s­so l’ac­cu-mulo di impor­tan­ti ris­erve idriche. Dopo un aprile/maggio altal­enante, dal mese di giug­no a quel­lo di agos­to si sono reg­is­trate alte tem­per­a­ture ben al di sopra del­la media sta­gionale con forte caren­za di piogge.

Da un pun­to vista san­i­tario i vigneti non pre­sen­tano fitopatie. La fisi­olo­gia del­la pianta, rispet­to allo scor­so anno, evi­den­zia grap­poli più spar­goli con aci­ni di dimen­sioni leg­ger­mente più ridotte, dovu­to ad un ciclo veg­e­ta­ti­vo piut­tosto altal­enante. Dopo un ger­moglia­men­to nel­la media sta­gionale si è infat­ti reg­is­tra­to un anticipo del­l’in­va­iatu­ra di cir­ca dieci giorni.

La rac­col­ta delle uve bianche pre­co­ci è inizia­ta a cav­al­lo tra la sec­on­da e la terza decade di agos­to. Le uve Mer­lot e quelle a bac­ca bian­ca per la pro­duzione del­la Ver­nac­cia di San Gimignano ver­ran­no con­ferite a par­tire dal 10 set­tem­bre, men­tre all’inizio del­lo stes­so mese inizierà la rac­col­ta delle uve rosse nelle zone del Bol­gheri e del Morelli­no di Scansano. Per la vendem­mia delle uve per la pro­duzione dei Docg: Chi­anti, Chi­anti Clas­si­co, Carmignano, Nobile di Mon­tepul­ciano e Brunel­lo di Mon­tal­ci­no si dovrà atten­dere la sec­on­da decade di set­tem­bre.

Qual­i­ta­ti­va­mente, se le con­dizioni atmos­feriche e mete­oriche del mese di set­tem­bre saran­no con­facen­ti, ossia con tem­per­a­ture e pre­cipi-tazioni adeguate, ci sono tut­ti i pre­sup­posti per una otti­ma anna­ta con diverse punte di eccel­lente.

Da reg­is­trare un leg­gero calo di pro­duzione di oltre il 5% rispet­to alla vendem­mia 2014, dovu­to prin­ci­pal­mente ad una con­for­mazione degli aci­ni che risul­tano essere più pic­coli rispet­to alla nor­ma. Si sti­ma, per­tan­to, una pro­duzione di 2.640.000 ettolitri di vino, con­tro i 2.778.000 ettolitri del­lo scor­so anno che è risul­ta­to tra i più pro­dut­tivi degli ulti­mi dieci anni.

Le quo­tazioni al momen­to non fan­no reg­is­trare vari­azioni ril­e­van­ti rispet­to a quelle del­lo stes­so peri­o­do del­lo scor­so anno.

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2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Toscana

2.704.000

2.576.000

2.778.000

2.640.000

LAZIO UMBRIA

Quan­tità: +15% rispet­to vendem­mia 2014

La sta­gione nei ter­ri­tori laziali ed umbri si è avvi­a­ta ai pri­mi di aprile nelle regioni costiere e a metà aprile nelle zone più interne, con un lieve ritar­do rispet­to alla media delle ultime annate.

Nel­la pri­ma decade di giug­no si è svilup­pa­ta una pri­ma onda­ta di cal­do, dovu­ta all’afflusso di aria sub­trop­i­cale e all’intenso soleg­gia­men­to. Questo peri­o­do ha com­pen­sato il ritar­do feno­logi­co iniziale. Per il restante mese di giug­no la piog­gia ha fat­to nuo­va­mente la sua com­parsa ed i tem­po­rali si sono inten­si­fi­cati, appog­giati da non indif­fer­en­ti grand­i­nate, in par­ti­co­lare nell’orvietano e nelle zone tra Todi e Amelia

A dis­pet­to del­la grande quan­tità di acqua cadu­ta in breve tem­po, si è osser­va­to il susseguir­si, sen­za inter­ruzioni, di anti­ci­cloni che han­no deter­mi­na­to, tem­per­a­ture supe­ri­ori ai 30°C, ven­ti cal­di africani ed una bas­sa escur­sione ter­mi­ca. tra giorno e notte.

Lo sta­to san­i­tario si è man­tenu­to otti­male. Per il trop­po cal­do, si è anche temu­to per l’interruzione del­la mat­u­razione con­seguente alla chiusura degli sto­mi e al bloc­co del­la res­pi­razione e del­la foto­sin­te­si. For­tu­na-tamente a cav­al­lo di Fer­ragos­to, ad inva­iatu­ra ormai con­clusa, si sono ver­ifi­cate alcune pre­cip­i­tazioni che, da un lato han­no por­ta­to ad un abbas­sa­men­to delle tem­per­a­ture mas­sime, dall’altro han­no assi­cu­ra­to una buona escur­sione ter­mi­ca, fon­da­men­tale per la sin­te­si degli aro­mi per le uve bianche e per la sin­te­si feno­li­ca delle uve rosse. Alla fine di agos­to le uve han­no ripreso un dis­cre­to tur­gore, nelle zone dove la piog­gia non è arriva­ta, i grap­poli han­no com­in­ci­a­to a man­i­festare “stress idri­co”.

Cer­ta­mente ci tro­vi­amo di fronte ad una buona anna­ta, migliore del­la prece­dente, sia in ter­mi­ni qual­i­ta­tivi che quan­ti­ta­tivi, tan­to che in Lazio e Umbria si sti­ma una quan­tità supe­ri­ore del 15% rispet­to al 2014, pari a cir­ca 2.270.000 ettolitri di vino.

La vendem­mia è già inizia­ta e con­clusa per le uve base spumante e per le vari­età inter­nazion­ali bianche, men­tre per i rossi ed i bianchi autoc­toni si dovrà atten­dere la pri­ma decade di set­tem­bre.

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Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Lazio Umbria

2.522.000

2.090.000

1.972.000

2.270.000

MARCHE

Quan­tità: +10% rispet­to vendem­mia 2014

L’an­na­ta è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da un leg­gero ritar­do del risveg­lio veg­e­ta­ti­vo. La fior­it­u­ra, gra­zie all’andamento cli­mati­co favorev­ole, è inizia­ta antic­i­pata­mente, men­tre l’allegagione è sta­ta ral­len­ta­ta da un breve peri­o­do insta­bile. Il decor­so cli­mati­co suc­ces­si­vo, all’insegna del bel tem­po con tem­per­a­ture sopra del­la media sta­gionale, ha antic­i­pa­to l’invaiatura di una set­ti­mana.

Otti­ma la con­dizione fitosan­i­taria dei vigneti, com­pre­sa quel­la di chi prat­i­ca l’agricoltura bio­log­i­ca. L’an­da­men­to sta­gionale sem­br­erebbe risultare tra i più favorevoli degli ulti­mi anni e le con­dizioni di mat­u­razione delle uve tipiche del­la regione sono avvi­ate ver­so un deciso suc­ces­so qual­i­ta­ti­vo. Tut­to dipen­derà dalle con­dizioni cli­matiche e mete­oriche delle prossime set­ti­mane. La vite nel­la sec­on­da quindic­i­na di agos­to ha usufruito di una buona dotazione idri­ca del ter­reno e di tem­per­a­ture ide­ali per la foto­sin-tesi, svilup­pan­do un’abbondante parete fogliare con ele­va­ta attiv­ità foto­sin­tet­i­ca. I grap­poli risul­tano nel­la media.

Entro il 20 di agos­to nelle Marche sono state vendem­mi­ate solo le vari­età pre­co­ci. L’epoca di vendem­mia è in anticipo di cir­ca una set­ti­mana rispet­to alla scor­sa cam­pagna. I tem­pi di rac­col­ta pos­sono essere così sin­te­tiz­za­ti: Verdic­chio, Passe­ri­na e Mon­tepul­ciano (tra la pri­ma decade di set­tem­bre e i pri­mi di otto­bre) San­giovese (metà set­tem­bre), Pecori­no (da fine agos­to e pri­ma decade di set­tem­bre).

L’an­da­men­to cli­mati­co delle ultime set­ti­mane sta favoren­do la matu­ra-zione, con rif­lessi più che pos­i­tivi sul­la dotazione aro­mat­i­ca e polifeno­li­ca delle uve. Per­du­ran­do tali con­dizioni, la qual­ità dei vini risul­terà assai inter­es­sante. Nelle Marche il 2015 sarà sicu­ra­mente un’an­na­ta che prediligerà i vini rossi, per i quali si preve­dono prodot­ti ric­chi di strut­tura e di carat­ter­is­tiche, gra­zie alle piogge di metà agos­to, che han­no evi­ta­to lo stress idri­co inducen­do l’abbassamento delle tem­per­a­ture not­turne e la riduzione delle tem­per­a­ture mas­sime diurne.

Con­siderati gli ele­men­ti sopra descrit­ti, la quan­tità di vino per il 2015, che in alcune realtà ter­ri­to­ri­ali si sti­ma anche in aumen­to del 15%, si ritiene pos­sa seg­nare un +10% rispet­to al 2014 in tut­ta la regione. Nel det­taglio: per il Verdic­chio +15%, per la Lacrima +5%; per il Conero +5%; per il Piceno +10%.

Il mer­ca­to attual­mente non reg­is­tra con­trat­tazioni di rilie­vo e le quo­tazioni sono in lin­ea a quelle reg­is­trate nel­lo stes­so peri­o­do del­lo scor­so anno.

Regione

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Pro­duzione
media HL
2010/2014

Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Marche

925.000

908.000

916.000

1.010.000

ABRUZZO

Quan­tità: +5% rispet­to vendem­mia 2014

L’an­na­ta 2015 è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da numerose anom­alie cli­matiche. È inizia­ta con una pri­mav­era molto piovosa con­trad­dis­tin­ta da numerosi allaga­men­ti e smot­ta­men­ti che han­no inter­es­sato anche i vigneti abruzze­si Suc­ces­si­va­mente il cli­ma si è rego­lar­iz­za­to con piogge e tem­per­a­ture non ecces­si­va­mente rigide, così da evitare gelate tar­dive.

La ripresa veg­e­ta­ti­va ha avu­to un inizio favorev­ole con tem­per­a­ture al di sopra del­la media, tali da provo­care un ger­moglia­men­to repenti­no che ha por­ta­to, alla fine di aprile, ad un anticipo di almeno 10 giorni del­la fase feno­log­i­ca. Il ger­moglia­men­to delle vari­età a bac­ca rossa non è sta­to uni­forme, come invece riscon­tra­to nelle uve a bac­ca bian­ca, a causa del neg­a­ti­vo anda­men­to cli­mati­co in fase di dif­feren­zi­azione delle gemme.

Nel peri­o­do com­pre­so tra giug­no e luglio non ci sono state pre­cip­i­tazioni, anzi questi due mesi sono sta­ti carat­ter­iz­za­ti da tem­per­a­ture alte, tan­to da ren­dere nec­es­sari, dove pos­si­bile, inter­ven­ti di irrigazione di soc­cor­so.

L’assen­za di fitopatie ha ridot­to notevol­mente il numero di inter­ven­ti e la san­ità del­l’u­va ad oggi si pre­sen­ta eccel­lente.

La rac­col­ta è par­ti­ta il 18 agos­to con le vari­età pre­co­ci (Chardon­nay e Pinot gri­gio). La pro­duzione si pre­sen­ta nor­male con un quan­ti­ta­ti­vo, al momen­to, supe­ri­ore del 5% rispet­to al 2014, soprat­tut­to per quelle zone che han­no potu­to usufruire delle irrigazioni di soc­cor­so che han­no garan­ti­to uno svilup­po veg­e­ta­ti­vo equi­li­bra­to.

Per le altre vari­età medio-tar­dive (Pecori­no, Treb­biano, Falanghi­na, Cococ­ci­o­la, San­giovese e Mon­tepul­ciano) bisogna atten­dere i pri­mi giorni di set­tem­bre per fare una gius­ta val­u­tazione in con­sid­er­azione del­l’an­da-men­to cli­mati­co che dopo Fer­ragos­to si è riv­e­la­to altal­enante anche se sem­pre carat­ter­iz­za­to da alte tem­per­a­ture.

Per quan­to riguar­da il mer­ca­to del vino si è reg­is­tra­to, fin dal­la fine del­la vendem­mia scor­sa, un otti­mo inter­es­sa­men­to sia sul­la tipolo­gia dei vini a Igt che a denom­i­nazione di orig­ine. Dis­cor­so diver­so sui vini gener­i­ci che risentono del­la forte con­cor­ren­za, ten­dente al rib­as­so, dei vini spag­no­li per cui le richi­este min­ime.

Regione

Pro­duzione
media HL
2005/2014

Pro­duzione
media HL
2010/2014

Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Abruz­zo

2.737.000

2.551.000

2.273.000

2.390.000

CAMPANIA

Quan­tità: +20% rispet­to vendem­mia 2014

L’inverno è trascor­so con pre­cip­i­tazioni abbon­dan­ti in tut­ta la regione e, nel­la sec­on­da parte, con tem­per­a­ture al di sot­to del­la media. Si è per­tan­to reg­is­tra­to un buon accu­mu­lo di ris­erve idriche nei ter­reni.

La pri­mav­era, non trop­po cal­da e piut­tosto dis­con­tin­ua, è sta­ta carat­te-riz­za­ta da abbas­sa­men­ti di tem­per­atu­ra anche repen­ti­ni, che han­no por­ta­to ad un ger­moglia­men­to tar­di­vo e, per qua­si tutte le zone viti­cole cam­pane, a fior­i­t­ure etero­ge­nee e lunghe, men­tre l’al­le­ga­gione è decor­sa rego­lar­mente.

La fine del­la pri­mav­era e l’estate sono sta­ti carat­ter­iz­za­ti da cli­ma asciut­to. La sec­on­da parte di giug­no ed il mese di luglio sono sta­ti incor­ni­ciati da tem­per­a­ture medie molto alte, sen­za escur­sioni ter­miche ril­e­van­ti tra il giorno e la notte, che han­no carat­ter­iz­za­to qualche squilib­rio di elab­o­ra-zione delle viti.

Da un pun­to di vista fitosan­i­tario non si sono si sono reg­is­trati attac­chi di paras­si­ti. L’u­va ad oggi è sanis­si­ma.

Le piogge cadute tra la fine di luglio e la pri­ma metà di agos­to, han­no dato un impor­tante con­trib­u­to al ripristi­no del­la rego­lar­ità dei pro­ces­si fisi­o­logi­ci e foto­sin­teti­ci, inevitabil­mente ral­len­tati pro­prio a causa dell’enorme cal­do. Ciò ha por­ta­to anche ad un recu­pero dell’anticipo delle fasi feno­logiche prece­den­te­mente riscon­tra­to.

Con­sid­er­ate le pro­duzioni vitivini­cole cam­pane, che pro­trag­gono nor­mal-mente la vendem­mia fino a ai pri­mi giorni di novem­bre con la rac­col­ta nel­l’Avel­li­nese dei grap­poli di Aglian­i­co per la pro­duzione del­la Docg Taurasi, è pre­maturo tirare le somme sui risul­tati qual­i­ta­tivi e quan­ti­ta­tivi di quest’annata. Al momen­to si sti­ma comunque una vendem­mia di qual­ità molto buona e quan­tità supe­ri­ore di cir­ca il 20% rispet­to quel­la del 2014 che, come ris­a­puto, è sta­ta di soli 1.183.000 ettolitri di vino.

Attual­mente il mer­ca­to non reg­is­tra con­trat­tazioni di rilie­vo in atte­sa dell’avvio del­la cam­pagna vendem­mi­ale.

Regione

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2010/2014

Pro­duzione
2014
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HL

Cam­pa­nia

1.706.000

1.593.000

1.183.000

1.420.000

PUGLIA

Quan­tità: +25% rispet­to vendem­mia 2014

Quest’anno in Puglia tut­ti gli indi­ca­tori fan­no ben sper­are, sia per la qual­ità che per la quan­tità, anche se con la con­sapev­olez­za che l’incognita del mal­tem­po delle prossime set­ti­mane è sem­pre in aggua­to.

In tut­ta la regione, la pri­mav­era è decor­sa nel migliore dei modi e le abbon­dan­ti piogge ver­ifi­cate­si sia in inver­no che durante la ripresa veg­e­ta­ti­va han­no favorito il ger­moglia­men­to ed introdot­to nel migliore dei modi le fasi feno­logiche del­la vite, richieden­do quin­di un minore impeg­no nel con­trol­lo delle malat­tie crit­togame e nel­la ges­tione del­la veg­e­tazione e delle erbe infes­tanti. Le con­dizioni reg­is­trate dal­l’inizio di una estate estrema­mente cal­da e sec­ca fa prevedere una qual­ità al si sopra del­la media e una quan­tità impor­tante, che per­me­t­terà dì com­pen­sare le perdite di pro­duzione del­lo scor­so anno.

La rac­col­ta, come di con­sue­to, è inizia­ta i pri­mi giorni di agos­to con le vari­età base spumante, quin­di sen­za i ritar­di del 2014. I con­fer­i­men­ti dei vit­ig­ni autoc­toni si sono aper­ti nell’ultima set­ti­mana di agos­to con le uve di Prim­i­ti­vo. Si pros­eguirà quin­di con le uve a bac­ca rossa inter­nazion­ali, per con­tin­uare con quelle bianche autoc­tone pre­sen­ti sia in Valle D’I­tria che nel resto del­la Puglia (Pam­panu­to, Bombi­no Bian­co, Fiano, Verde­ca, Bian­co d’A­lessano). Seguirà quin­di la rac­col­ta del Negroa­maro, Bombi­no Nero e di tut­ti gli altri vit­ig­ni pugliesi. Come sem­pre il Susumaniel­lo, il Mon­tepul­ciano e soprat­tut­to l’U­va di Troia com­pleter­an­no il lun­go per­cor­so vendem­mi­ale pugliese negli ulti­mi giorni di otto­bre.

Si prevede un aumen­to di pro­duzione intorno al 25% rispet­to alla ven­dem-mia 2014, pari ad un quan­ti­ta­ti­vo totale di cir­ca 6,8 mil­ioni di ettolitri di vino. Il liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo risul­ta otti­mo con molte punte di eccel­lente.

Attual­mente il mer­ca­to reg­is­tra quo­tazioni pres­soché uguali a quelle del­lo stes­so peri­o­do del 2014 per le uve di qual­ità, men­tre sono in leg­gero calo per quelle des­ti­nate alla pro­duzione di vini gener­i­ci.

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HL

Puglia

6.390.000

5.924.000

5.430.000

6.790.000

SICILIA

Quan­tità: +10% rispet­to vendem­mia 2014

Qual­ità otti­ma con diverse punte di eccel­lente e quan­tità supe­ri­ore sono in sin­te­si quan­to si sti­ma per la vendem­mia 2015 in Sicil­ia. L’annata vitivi­ni-cola è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da un inver­no piovoso e da una pri­mav­era asciut­ta e mod­er­ata­mente ven­ti­la­ta. Il ciclo veg­e­ta­ti­vo del­la vite si è svolto in maniera otti­male. Nel mese di luglio, in alcune vari­età e in alcu­ni are­ali, si sono ver­i­fi­cati deboli attac­chi di oidio e qualche cir­co­scrit­ta grand­i­na­ta.

La vendem­mia, per le vari­età pre­co­ci, è inizia­ta con il Pinot gri­gio, il Sauvi­gnon blanc e lo Chardon­nay nel­la pri­ma set­ti­mana di agos­to, con un anticipo di cir­ca una set­ti­mana rispet­to alla scor­sa vendem­mia.

Nel­la sec­on­da set­ti­mana di agos­to si sono rac­colti il Viog­nier, il Müller Thur­gau e il Mosca­to bian­co, men­tre nel­la terza set­ti­mana si sono rac­colte le uve base spumante di Catar­rat­to e Gril­lo.

La vendem­mia delle uve a bac­ca rossa, in par­ti­co­lare del Mer­lot, si è con­clusa nel­l’ul­ti­ma decade di agos­to, a seguire è sta­ta la vol­ta di Syrah, Nero d’Avola, Frap­pa­to. Si con­clud­erà con il Caber­net sauvi­gnon entro la fine del­la pri­ma set­ti­mana di set­tem­bre, per las­cia­re il pos­to alle pro­duzioni del­l’Et­na i cui grap­poli saran­no vendem­miati alla fine di set­tem­bre.

La qual­ità delle uve risul­ta otti­ma, gra­zie alla san­ità. Buona è la resa uva/vino. Per quan­to riguar­da la rac­col­ta e le vinifi­cazioni non si reg­is­tra­no prob­lem­atiche par­ti­co­lari: il tut­to sta avve­nen­do rego­lar­mente e di conse-guen­za si prospet­ta un’annata inter­es­sante riferi­ta alla qual­ità del futuro vino.

Quan­ti­ta­ti­va­mente si reg­is­tra in tut­ta la regione un incre­men­to medio del 10% rispet­to al 2014, pari ad un aumen­to del­la pro­duzione di cir­ca 500.000 ettolitri. Com­p­lessi­va­mente in Sicil­ia si pro­dur­ran­no intorno ai 5 mil­ioni di ettolitri.

Per quan­to attiene il mer­ca­to delle uve e dei vini al momen­to non si evi­den­ziano oscil­lazioni rispet­to alla scor­sa vendem­mia.

Regione

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2005/2014

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2014
HL

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HL

Sicil­ia

5.868.000

5.498.000

4.539.000

5.000.000

SARDEGNA

Quan­tità: uguale rispet­to vendem­mia 2014

Giove Plu­vio quest’anno per la Sardeg­na non è sta­to par­ti­co­lar­mente gen­eroso, le attese piogge del peri­o­do autun­no-inver­no non sono state abbon­dan­ti come in altre regioni.

Da mag­gio le tem­per­a­ture si sono innalzate oltre la media sta­gionale, con l’afflusso di aria sub­trop­i­cale, sino a tut­to luglio e la pri­ma decade di agos­to, con liv­el­li supe­ri­ori anche di 5°C rispet­to la nor­mal­ità. Ciò ha causato un anticipo delle fasi feno­logiche del­la vite di cir­ca 7–10 giorni. Anom­alie, spes­so accom­pa­g­nate da vio­len­ti, quan­to bre­vi even­ti gran­dini­geni, che han­no col­pi­to, a mac­chia di leop­ar­do, i vigneti inter­es­sati.

Gli sbalzi ter­mi­ci in fior­it­u­ra, in diverse zone del­la Sardeg­na, non han­no per­me­s­so un’ottimale alle­ga­gione, deter­mi­nan­do grap­poli spar­goli e di dimen­sioni ridotte, rispet­to alle ultime annate, aspet­to con­tro­bi­lan­ci­a­to da un mag­gior numero di grap­poli per cep­po.

Il cal­do e l’assen­za di pre­cip­i­tazioni han­no con­tribuito notevol­mente a garan­tire lo sta­to san­i­tario del vigne­to Sardeg­na. I pri­mi di agos­to è inizia­ta la vendem­mia delle uve base spuman­ti (Chardon­nay e Pinot), con un anticipo di oltre una set­ti­mana rispet­to all’anno scor­so. La rac­col­ta è con­tin­u­a­ta con i grap­poli dei vit­ig­ni autoc­toni, in prim­is Ver­menti­no e Tor­ba­to.

Il pic­co del­la vendem­mia è pre­vis­to a metà set­tem­bre, quan­do si accav­aller­an­no i con­fer­i­men­ti delle uve Ver­menti­no, che quan­ti­ta­ti­va­mente rap­p­re­sen­tano la per­centuale più alta di quelle a bac­ca bian­ca del­l’Iso­la, segui­ti da quelle di Nura­gus e Ver­nac­cia, e le vari­età a bac­ca rossa che cos­ti­tu­is­cono oltre il 60% del­la pro­duzione totale sar­da. Nel mese di otto­bre sarà la vol­ta di Can­nonau e Carig­nano, men­tre alla fine del­lo stes­so mese si chi­ud­erà la vendem­mia con i con­fer­i­men­ti di Mal­va­sia e Nasco per la pro­duzione dei vini da dessert.

Quan­ti­ta­ti­va­mente si sti­ma una pro­duzione in lin­ea con la pas­sa­ta sta­gione, pari a cir­ca 750.000 ettolitri. Se il mese di set­tem­bre decor­rerà nel migliore dei modi si preve­dono vini di otti­ma qual­ità.

Regione

Pro­duzione
media HL
2005/2014

Pro­duzione
media HL
2010/2014

Pro­duzione
2014
HL

Pre­vi­sione
pro­duzione 2015
HL

Sardeg­na

663.000

570.000

746.000

750.000


LE SINTESI E I DATI DELLE ULTIME 10 VENDEMMIE

La sin­te­si di segui­to ripor­ta­ta è trat­ta dai dati ogni anno elab­o­rati su scala nazionale dall’Assoenologi. I riscon­tri quan­ti­ta­tivi sono armo­niz­za­ti con le risul­tanze dell’Istituto nazionale di sta­tis­ti­ca di cui i dati dell’Assoenologi (resi noti già a fine vendem­mia) dif­feriscono di solo il 3% rispet­to alla media pluri­en­nale para­me­tra­ta con quel­la dell’Istat.

2006 qual­i­ta­ti­va­mente. Nel Cen­tro-Nord la vendem­mia sarà ricor­da­ta come la migliore degli ulti­mi cinque anni: com­p­lessi­va­mente otti­ma, anche se con poche punte di eccel­len­za. Mag­gior­mente etero­ge­nea al Sud e nelle Isole dove si è riscon­tra­ta una più accen­tu­a­ta vari­abil­ità dovu­ta alle biz­zarrie del tem­po. Nonos­tante le stranezze cli­matiche e mete­oriche un otti­mo mese di set­tem­bre ha rista­bil­i­to una situ­azione più che pos­i­ti­va.

2006 quan­ti­ta­ti­va­mente. Si sono prodot­ti 49.631.000 ettolitri di vino, ossia un mil­ione di ettolitri in meno rispet­to al 2005. Per­tan­to un quan­ti­ta­ti­vo in lin­ea con la media tri­en­nale 2003/2005 che fa reg­is­trare 49,3 mil­ioni di ettolitri, con un deciso decre­men­to al Sud e nelle Isole, fat­ta eccezione per la Cam­pa­nia, ed un sostanziale recu­pero al Cen­tro-Nord, con leg­gere punte di incre­men­to in Piemonte, Trenti­no, Vene­to ed Emil­ia Romagna.

2007 qual­i­ta­ti­va­mente. L’an­da­men­to cli­mati­co biz­zarro ha por­ta­to, tra alti e bassi, a una qual­ità etero­ge­nea ma com­p­lessi­va­mente assai inter­es­sante per le vari­età pre­co­ci. Per le tipolo­gie vendem­mi­ate dopo la metà di set­tem­bre i liv­el­li sono risul­tati otti­mi, con diverse punte di eccel­lente. Al Nord i rossi han­no rag­giun­to i mas­si­mi liv­el­li, con eccel­len­ti pro­fu­mi e una esuber­ante car­i­ca di tan­ni­ni mor­bi­di dovu­ti all’ottimale matu­rità feno­li­ca.

2007 quan­ti­ta­ti­va­mente. Si sono prodot­ti 42.559.000 ettolitri di vino, vale a dire la sec­on­da vendem­mia più scarsa dal 1950 (41 mil­ioni di ettolitri) pari a un decre­men­to di oltre il 14% rispet­to alla cam­pagna prece­dente, che fece reg­is­trare 49.631.000 ettolitri. Il decre­men­to pro­dut­ti­vo ha evi­den­zi­a­to le sue mas­sime punte nel Sud Italia e in par­ti­co­lare in Sicil­ia dove, in certe zone, ha rag­giun­to punte del 55% rispet­to al 2006.

2008 qual­i­ta­ti­va­mente. Le più che pos­i­tive con­dizioni cli­matiche ver­ifi­cate­si in tutt’Italia nei mesi di set­tem­bre e di otto­bre han­no pro­l­un­ga­to il peri­o­do di rac­col­ta e per­me­s­so un forte recu­pero qual­i­ta­ti­vo al Cen­tro-Nord, in par­ti­co­lar modo per quei vini ottenu­ti da uve vendem­mi­ate dopo la metà del mese di set­tem­bre. Il 2008 sarà ricor­da­ta come un’annata etero­ge­nea, ma com­p­lessi­va­mente buona con alcune punte di otti­mo.

2008 quan­ti­ta­ti­va­mente. Si sono prodot­ti 46.245.000 di ettolitri di vini e mosti con un aumen­to di qua­si il 9% rispet­to al 2007 e prati­ca­mente uguale alla media del tri­en­nio 2006/2008. Gli incre­men­ti pro­dut­tivi più ril­e­van­ti si sono ver­i­fi­cati in Abruz­zo (+38%), in Sicil­ia (+35) e in Puglia (+23%), men­tre la Sardeg­na (-32%), il Piemonte (-9%) ed il Trenti­no Alto Adi­ge (-7%) sono state le regioni che han­no fat­to reg­is­trare le mag­giori caren­ze rispet­to alla presedente anna­ta.

2009 qual­i­ta­ti­va­mente. La qual­ità ha mag­gior­mente pre­mi­a­to il Cen­tro-Nord d’Italia, dove, in molte regioni, è sta­ta otti­ma con diverse punte di eccel­lente. Nel Cen­tro-Sud il biz­zarro anda­men­to cli­mati­co e mete­ori­co, carat­ter­iz­za­to pri­ma da tem­per­a­ture ele­vate, poi da piogge di dura­ta incon­sue­ta, ha man­tenu­to l’eterogeneità inizial­mente ipo­tiz­za­ta deter­mi­nan­do una qual­ità a mac­chia di leop­ar­do, dove il mediocre si scon­tra con l’ottimo e il buono con il dis­cre­to.

2009 quan­ti­ta­ti­va­mente. Si sono prodot­ti 45,8 mil­ioni di ettolitri, l’1% in meno del­la cam­pagna 2008. Il decre­men­to è sta­to dovu­to all’andamento cli­mati­co o a quel­lo mete­ori­co che han­no carat­ter­iz­za­to soprat­tut­to, nel mese di set­tem­bre, le regioni del Sud d’Italia e in par­ti­co­lar modo: Marche, Abruz­zo, Puglia e Sicil­ia. Il Vene­to (8,2 mil­ioni di ettolitri) si con­fer­ma, per il ter­zo anno con­sec­u­ti­vo, la regione più pro­dut­ti­va. Vene­to, Emil­ia Romagna, Puglia e Sicil­ia insieme pro­ducono oltre il 50% di tut­to il vino ital­iano.

2010 qual­i­ta­ti­va­mente. L’eterogeneità qual­i­ta­ti­va di fine agos­to è sta­ta con­fer­ma­ta a fine cam­pagna, con un’I­talia vini­co­la a mac­chia di leop­ar­do, ove in una stes­sa regione il buono si è scon­tra­to con l’eccellente e l’ottimo con il mediocre. Com­p­lessi­va­mente la qual­ità del­la pro­duzione 2010 è risul­ta­ta buona con diverse punte di otti­mo, ma con assen­za di eccel­len­ze.

2010 quan­ti­ta­ti­va­mente. Si sono prodot­ti 46.737.000 di ettolitri di vino, cir­ca 1 mil­ione di ettolitri in più rispet­to al 2009. Il Vene­to si con­fer­ma la regione ital­iana più pro­dut­ti­va con 8.351.000 di ettolitri, segui­ta dal­la Puglia (7.169.000 HL), dal­l’E­mil­ia Romagna (6.601.000 HL) e dal­la Sicil­ia (5.676.000 HL), quest’ul­ti­ma in calo di mez­zo mil­ione di ettolitri di vino rispet­to al 2009.

2011 qual­i­ta­ti­va­mente. Pote­va essere un’an­na­ta abbon­dante. Purtrop­po le ultime due set­ti­mane di agos­to e il mese di set­tem­bre, che per tem­per­a­ture han­no polver­iz­za­to tut­ti i record, han­no las­ci­a­to il seg­no. Com­p­lessi­va­mente il 2011 per i vini bianchi è risul­ta­to alquan­to inter­es­sante con punte di otti­mo e di eccel­lente. Meno per quel­li rossi.

2011 quan­ti­ta­ti­va­mente. A causa del gran cal­do la pro­duzione si è sen­si­bil­mente ridi­men­sion­a­ta, facen­do seg­nare 42,7 mil­ioni di ettolitri di vino e mosti, un quan­ti­ta­ti­vo infe­ri­ore dell’8,5% a quel­lo del 2010 (46.737.000 HL dato Istat). La vendem­mia 2011 risul­ta quan­ti­ta­ti­va­mente la terza più scarsa degli ulti­mi ses­san­t’an­ni pre­ce­du­ta da quelle del 1950 (41.049. 000 HL) e del 2007 (42.514.000 HL).

2012 qual­i­ta­ti­va­mente. L’an­na­ta è sta­ta carat­ter­iz­za­ta da una forte etero­geneità. Aspet­to ancor più rimar­ca­to in quelle regioni e per quelle denom­i­nazioni in cui l’ir­rigazione di soc­cor­so non è dif­fusa o ammes­sa. Com­p­lessi­va­mente la qual­ità del vino 2012 è sta­ta buona con qualche pun­ta di otti­mo ma pochissime di eccel­lente.

2012 quan­ti­ta­ti­va­mente. L’an­na­ta ha fat­to reg­is­trare una pro­duzione com­p­lessi­va di 41,1 mil­ioni di ettolitri di vino e mosti. Il calo è da imputare soprat­tut­to alle regioni del Nord fino alla Toscana, men­tre dalle Marche e in tut­to il Merid­ione, Isole com­p­rese, i val­ori sono sta­ti pres­soché uguali o supe­ri­ori rispet­to alla prece­dente anna­ta.

2013 qual­i­ta­ti­va­mente. La qual­ità è risul­ta­ta inter­es­sante, gra­zie ad una mat­u­razione che, a dif­feren­za degli anni prece­den­ti, è sta­ta grad­uale e dis­tribui­ta nel tem­po, per­me­t­ten­do l’ac­cu­mu­lo di impor­tan­ti sostanze, tipo quelle aro­matiche nei vini bianchi e feno­liche in quel­li rossi.

2013 quan­ti­ta­ti­va­mente. L’an­na­ta  ha fat­to reg­is­trare una pro­duzione com­p­lessi­va di 48,2 mil­ioni di ettolitri di vino e mosto. Un quan­ti­ta­ti­vo supe­ri­ore a quan­to sti­ma­to a fine agos­to 2013 (44 mil­ioni di ettolitri). Le regioni più pro­dut­tive sono risul­tate Vene­to, Sicil­ia, Emil­ia Romagna e Puglia che da sole han­no prodot­to cir­ca 30 mil­ioni di ettolitri, pari al 61% del vino ital­iano.

2014 qual­i­ta­ti­va­mente. Qual­ità alquan­to etero­ge­nea, com­p­lessi­va­mente buona con punte di otti­mo, ma anche con diverse crit­ic­ità. Il pos­i­ti­vo anda­men­to dei mesi di set­tem­bre e di otto­bre han­no miglio­ra­to la qual­ità, sen­za però rius­cire a capo­vol­gere la situ­azione cre­atasi prece­den­te­mente a causa di un non favorev­ole anda­men­to mete­o­ro­logi­co.

2014 quan­ti­ta­ti­va­mente. Si sono prodot­ti 42,1 mil­ioni di ettolitri di vino e mosto. Un quan­ti­ta­ti­vo che pone il 2014 al ter­zo pos­to tra le annate meno pro­dut­tive dal 1950. Le regioni che han­no fat­to reg­is­trare i mag­giori cali rispet­to alla prece­dente anna­ta sono state: Sicil­ia (-37%), Cam­pa­nia (-28%), Trenti­no Alto Adi­ge (-24%) e Lazio (-20%). 

PRODUZIONE VITIVINICOLA ANNUALE ITALIANA

DEGLI ULTIMI 20 ANNI

        1995                  1996                  1997                  1998                  1999

   56.201.000        58.543.000        50.563.000        57.140.000        58.073.000

        2000                  2001                  2002                  2003                  2004

   54.088.000        52.293.000        44.604.000        44.086.000        53.135.000

        2005                  2006                  2007                  2008                  2009

   50.566.000        49.631.000        42.559.000        46.245.000        45.800.000

        2010                  2011                  2012                  2013                  2014

   46.734.000        42.705.000        41.074.000        47.966.000        42.088.000

I dati sono espres­si in ettolitri

Elab­o­razione Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani su dati Istat

PRODUZIONE VITIVINICOLA MEDIA ITALIANA

DIVISA PER SEGMENTI DI TEMPO

Media pro­duzione decen­nio         1995/2004           —             HL   52.873.000

Media pro­duzione ulti­mi 20 anni  1995/2014           —             HL   49.205.000

Media pro­duzione ulti­mi 10 anni  2005/2014           —             HL   45.537.000

Media pro­duzione ulti­mi 7 anni    2008/2014           —             HL   44.659.000

Media pro­duzione ulti­mi 5 anni    2010/2014           —             HL   44.113.000

Media pro­duzione ulti­mi 3 anni    2012/2014           —             HL   43.709.000

Elab­o­razione Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani su dati Istat

LE MIGLIORI ANNATE DEI VINI ROSSI DEGLI ULTIMI 70 ANNI

1947   —   1964   —   1971   —   1978   —   1985   —   1988   —   1990   —   1997   —   2001

Fonte Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani

LE ANNATE QUANTITATIVAMENTE PIÙ PRODUTTIVE DAL 1950

        1973             1974             1979             1980             1983              1986

   76.716.000   76.867.000   85.146.000   86.545.000   83.280.000  77.093.000

Fonte Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani

LE ANNATE QUANTITATIVAMENTE PIÙ SCARSE DAL 1950

        1950             1957             2007             2011             2012              2014

   41.049.000   42.838.000   42.559.000   42.705.000     41.074.000   42.088.000

Fonte Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani

PRODUZIONE VITIVINICOLA ANNUALE ITALIANA

REGIONE PER REGIONE DAL 2005 AL 2009 

Regione               2005             2006             2007             2008             2009

Piemonte         3.054.000     3.229.000     2.724.000     2.480.000     2.858.000

Lom­bar­dia       1.100.000     1.081.000     1.099.000     1.250.000     1.277.000

Trenti­no A.A.  1.057.000     1.159.000     1.221.000     1.140.000     1.254.000

Vene­to             7.093.000     7.208.000     7.799.000     8.119.000     8.174.000

Friuli V.G.        1.159.000     1.014.000     1.029.000     1.014.000     1.130.000

Emil­ia Romagna 6.608.000    6.768.000     6.253.000     6.340.000     6.952.000

Toscana          2.780.000     2.978.000     2.824.000     2.800.000     2.772.000

Marche            1.206.000     1.090.000        757.000        871.000        782.000

Lazio Umbria   3.360.000     3.419.000     2.838.000     2.640.000     2.514.000

Abruz­zo           3.469.000     3.233.000     2.205.000     3.054.000     2.652.000

Cam­pa­nia        1.826.000     2.020.000     1.652.000     1.768.000     1.830.000

Puglia              8.348.000     7.397.000     5.668.000     6.949.000     5.920.000

Sicil­ia               7.283.000     6.974.000     4.574.000     6.180.000     6.175.000

Sardeg­na            924.000        859.000        862.000        582.000        550.000

Altre*                1.299.000     1.202.000     1.054.000     1.058.000        960.000

Totale            50.566.000   49.631.000   42.559.000   46.245.000   45.800.000

 Elab­o­razione Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani su dati Istat 

I dati sono espres­si in ettolitri

* Valle d’Aos­ta, Lig­uria, Molise, Basil­i­ca­ta, Cal­abria

PRODUZIONE VITIVINICOLA ANNUALE ITALIANA

REGIONE PER REGIONE DAL 2010 AL 2014

Regione               2010             2011             2012             2013             2014

Piemonte         2.996.000     2.683.000     2.366.000     2.580.000     2.402.000

Lom­bar­dia       1.349.000     1.313.000    1.222..000     1.301.000     1.424.000

Trenti­no A.A.  1.161.000     1.113.000     1.210.000     1.362.000     1.029.000

Vene­to             8.351.000     8.710.000     7.740.000     9.148.000     8.281.000

Friuli V.G.        1.334.000     1.267.000     1.281.000     1.073.000     1.367.000

Emil­ia Romagna   6.601.000     6.455.000     6.273.000     7.396.000     6.958.000

Toscana          2.854.000     2.495.000     2.098.000     2.657.000     2.778.000

Marche               927.000        741.000        918.000     1.039.000        916.000

Lazio Umbria   2.134.000     2.065.000     2.002.000     2.277.000     1.972.000

Abruz­zo           3.028.000     2.283.000     2.443.000     2.728.000     2.273.000

Cam­pa­nia        1.869.000     1.726.000     1.542.000     1.644.000     1.183.000

Puglia              7.169.000     5.777.000     5.338.000     5.908.000     5.430.000

Sicil­ia               5.676.000     4.823.000     5.169.000     7.282.000     4.539.000

Sardeg­na            475.000        486.000        503.000        638.000        746.000

Altre*                   810.000        768.000        969.000        933.000        790.000

Totale            46.734.000   42.705.000   41.074.000   47.966.000   42.088.000

 Elab­o­razione Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani su dati Istat 

I dati sono espres­si in ettolitri

* Valle d’Aos­ta, Lig­uria, Molise, Basil­i­ca­ta, Cal­abria 

PRODUZIONE VITIVINICOLA MEDIA REGIONALE

DIVISA PER SEGMENTI DI TEMPO

                                    Ulti­mi                Ulti­mi                Ulti­mi              Ulti­mi

 

Regione                     10 anni               7 anni                5 anni             3 anni

 

                                 2005/2014         2008/2014         2010/2014       2012/2014

 

Piemonte                 2.737.000          2.624.000          2.605.000        2.449.000

Lom­bar­dia               1.242.000          1.305.000          1.322.000        1.316.000

Trenti­no A.A.           1.171.000          1.181.000          1.175.000        1.200.000

Vene­to                     8.062.000          8.360.000          8.446.000        8.390.000

Friuli V.G.                 1.167.000          1.209.000          1.264.000        1.240.000

Emil­ia Romagna      6.660.000          6.711.000          6.737.000        6.876.000

Toscana                   2.704.000          2.636.000          2.576.000        2.511.000

Marche                        925.000             885.000             908.000           958.000

Lazio Umbria           2.522.000          2.229.000          2.090.000        2.084.000

Abruz­zo                   2.737.000          2.637.000          2.551.000        2.481.000

Cam­pa­nia                1.706.000          1.652.000          1.593.000        1.456.000

Puglia                       6.390.000          6.070.000          5.924.000        5.559.000

Sicil­ia                       5.868.000          5.692.000          5.498.000        5.663.000

Sardeg­na                    663.000             569.000             570.000           629.000

Altre*                           984.000             898.000             854.000           897.000

Elab­o­razione Asso­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani su dati Istat 

I dati sono espres­si in ettolitri

*Valle d’Aos­ta, Lig­uria, Molise, Basil­i­ca­ta, Cal­abria 

ASSOCIAZIONE ENOLOGI ENOTECNICI ITALIANI (ASSOENOLOGI), OVVERO LA PIÙ ANTICA ORGANIZZAZIONE NAZIONALE DI CATEGORIA AL MONDO DEI TECNICI VITIVINICOLI 

Pri­ma del­l’aprile 1991 il tec­ni­co del vino in Italia era rap­p­re­sen­ta­to dal­l’enotec­ni­co, una qual­i­fi­ca pro­fes­sion­ale con­feri­ta da pochi Isti­tu­ti supe­ri­ori statali con ordi­na­men­to per la viti­coltura e l’enolo­gia. Con la legge 10 aprile 1991 n.129, volu­ta caparbia­mente dal­la nos­tra Orga­niz­zazione nazionale di cat­e­go­ria, il Par­la­men­to ital­iano ha riconosci­u­to il tito­lo di enol­o­go, fis­san­done la preparazione a liv­el­lo uni­ver­si­tario, l’at­tiv­ità pro­fes­sion­ale e attribuen­do­lo a tut­ti gli enotec­ni­ci con almeno tre anni con­tin­u­a­tivi di attiv­ità nel set­tore vitivini­co­lo.

L’enotec­ni­co e l’enol­o­go sono quin­di per­sone alta­mente qual­ifi­cate, tec­ni­ca­mente e sci­en­tifi­ca­mente preparate che, dal­la colti­vazione del­la vite alla rac­col­ta del­l’u­va, dal­la vinifi­cazione all’im­bot­tiglia­men­to, cura­no ogni oper­azione, sovrin­ten­den­do e deter­mi­nan­do tut­to quan­to serve a garan­tire, sia pure nei diver­si liv­el­li, la qual­ità del prodot­to.

L’As­so­ci­azione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani (Assoenolo­gi) è l’Or­ga­niz­zazione di cat­e­go­ria che nel nos­tro Paese rag­grup­pa e rap­p­re­sen­ta oltre l’85% dei tec­ni­ci vitivini­coli atti­va­mente impeg­nati nel set­tore, di cui il 45% ha man­sioni diret­tive in can­tine sociali e pri­vate, il 16% svolge l’at­tiv­ità di libero pro­fes­sion­ista, men­tre la rima­nente per­centuale è impeg­na­ta con incar­ichi diver­si. Essa si pro­pone la tutela pro­fes­sion­ale del­l’enol­o­go e del­l’enotec­ni­co sot­to il pro­fi­lo sin­da­cale, eti­co, giuridi­co ed eco­nom­i­co, nonché di rap­p­re­sentare la cat­e­go­ria a tut­ti i liv­el­li e di curarne l’ag­gior­na­men­to tec­ni­co sci­en­tifi­co. Inoltre garan­tisce ai suoi asso­ciati una serie di servizi pro­fes­sion­ali di tut­ta con­sid­er­azione.

Fon­da­ta nel 1891, è la più anti­ca orga­niz­zazione di cat­e­go­ria al mon­do del set­tore vitivini­co­lo.

La Sede cen­trale dell’Associazione Enolo­gi Enotec­ni­ci Ital­iani è a Milano, in via Pri­va­ta Vas­to 3, men­tre ben 17 Sedi per­iferiche garan­tis­cono la rap­p­re­sen­ta­tiv­ità e l’operatività del­la cat­e­go­ria nelle diverse zone vitivini­cole ital­iane.

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Pubblicato: 30 Agosto 2015

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Categoria: Blog, Eventi, Pubblicazioni Scientifiche

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