Az. Agr. Monte Dall’Ora. Visita in azienda

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Via Monte Dall'Ora 5 Castelrotto
37029 San Pietro in Cariano
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Visita Cantina Monte Dall’Ora                 19 marzo 2015

La  Valpolicella,  il territorio a nord di Verona compreso tra il lago di Garda e i monti Lessini, viene generalmente rappresentato come una mano le cui dita sono disegnate  da1valpolicellai  cinque sistemi  collinari  che si    sviluppano    e    si   orientano verso sud verso l’abitato di Verona.

 In  attesa  dell’apertura  del  49°  Vinitaly  oggi  si   visita   la   cantina di   Monte   Dall’Ora   di  Carlo  Venturini  e   Alessandra  Zantedeschi.    Si oltrepassa  Verona,  ci  si  dirige  verso   il   “dito anulare”   della  mano   immaginaria   e  si  raggiunge    la  collina    di   Castelrotto  in prossimità di San Pietro  in    Cariano. Siamo  al  confine  sud   della  Valpolicella  Classica, all’inizio   dell’ampio   sistema   collinare  che disegna   un   anfiteatro naturale di rara suggestione.

1Logo

 Il logo  ci  racconta  che questa azienda  vuole  identificarsi con  la famiglia  e  le impronte    delle    mani   di   Carlo  e  di Alessandra con    quelle    dei    tre   figli “sporche”   di   mosto   indicano   che in  azienda  collaborano  tutti   secondo  le proprie possibilità.

1Ingresso

L’ingresso senza cancello e l’anziano border collie  che  ti “aggredisce” con 1stellala palla in bocca per        invitarti        a        giocare       lasciano    intuire immediatamente  il  clima  di  tranquilla  serenità che regna in azienda,     ma la  sicurezza la  da  il  sorriso dolce, timido e discreto di Alessandra, la padrona di casa, che ci accoglie quasi scusandosi dell’assenza di  Carlo,   suo marito,   impegnato   in  vigna  che  ci  raggiungerà tra poco.  

 

Inizia con il giro in vigna il racconto appassionato di Alessandra:

1Marogne

“Quando   io   e   Carlo    abbiamo    scoperto    Monte Dall’Ora è stato amore a prima vista. Abbiamo creato la nostra azienda e la nostra famiglia in questo luogo speciale,   di  grande  tradizione,    nel    cuore    della Valpolicella storica.      Figli di contadini, ne abbiamo ereditato la tenacia per il lavoro e l’amore per la terra.    La  ristrutturazione   degli   antichi muri a   secco,  le “marogne”,  che  sostengono  il  terreno terrazzato,   è  stato  un lavoro lungo  e  impegnativo,  lo  studio  dei  fossili e delle conchiglie pietrificate trovate tra la roccia che affiora, ha rappresentato per noi la testimonianza dell’evoluzione della terra e il nostro ritorno alle origini.

1terreno

 

Ci siamo trovati tra le mani questa terra selvatica, dove    anni    di abbandono,     avevano   lasciato   crescere   alberi   e   rovi.       Abbiamo cercato   di assecondare la vitalità di questo terreno ricco   di humus     e micro-organismi,     impiantando     le vecchie  varietà  di uve dimenticate e coltivandole nel rispetto del loro ciclo vitale.”

 

Nella    vigna   di   cinque   ettari  i vitigni  impiantati  sono   quelli   tipici  d1Vignaella  zona:  Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Oseleta. Nella nuova vigna, acquistata da poco nel comune di San Pietro,  anche  un  po’ di Garganega con la quale  Carlo ha voluto  cimentarsi  con  il bianco “per capire cosa succede”.    I terreni sono unici per  la  loro particolare composizione:     calcare per   i   primi  15 metri molto morbido  e  poroso che permette alle radici delle viti  di penetrare in  profondità  nel  sottosuolo.    Il  posizionamento delle vigne è   tale  da  essere  raggiunto   dalla ventilazione proveniente dal vicino lago di Garda che impedisce il formarsi delle muffe sulle uve in maturazione. Dopo un tentativo di impianto Guyot, Carlo ha dovuto, per ragioni climatiche, tornare alle origini con la pergola veronese.

Il lavoro  in  vigna   è   certificato  biologico   ma   da alcuni  anni  è stata intrapresa la strada dell’agricoltura biodinamica con la sperimentazione di prodotti naturali preparati in azienda con erbe essiccate,  fermenti lattici e miscele solfo calciche.

1cantina1

Terminato il giro  in  vigna si scende in cantina  scavata     nel     calcare      sotto     l’abitazione  lasciando lungo tutto il  perimetro un corridoio d’aria per lo scolo dell’acqua piovana. L’umidità   è   sostenuta    e    la      temperatura costante.

Bella cantina con locali ampi e separati per le vasche  d’acciaio,   i  tini  tronco  conici  per  le  fermentazioni in legno e la bottaia con botti di 25 hl e barriques. 

1cantina2E  in  fondo  grotta  con  roccia a vista per gli invecchiamenti “speciali”

 

 

 

 

1cantina3

Alessandra      continua      nel       suo     racconto illustrandoci   come    l’uva    per    il    Recioto    e  l’Amarone  deve  essere  bellissima,    i grappoli  più  spargoli  e maturi vengono posti con cura in piccole  casse da  cinque  sei  chili  che verranno collocate  in  fruttaio  per  il  lungo appassimento invernale.   Ma  non  quest’anno 2014 in cui l’uva non  aveva, secondo loro, le caratteristiche adatte e  quindi   non   è   stato prodotto  né  Recioto  né l’Amarone.

Per  il  Valpolicella  l’uva  viene  raccolta  in  casse  da  venti chili  e  pigiata  in giornata.   Le fermentazioni sono spontanee e originate dai lieviti indigeni che sono presenti sulle bucce dell’uva,   la  fermentazione avviene in piccoli tini in acciaio per il Valpolicella e in legno per l’Amarone.

 

Ovviamente non mancano gli assaggi dalla vasca e/o dalla botte ed ecco:

Garganega 2014: Carlo   ha   voluto cimentarsi  col  bianco vinificando  alcuni   filari   che   si è ritrovato nella nuova vigna di   San  Pietro.    Un vino  di  un’acidità   importante  pronto  per qualsiasi “esperimento”.

Camporenzo 2013: ancora “scontroso”,  ma  già  escono tutti i sentori di frutta rossa che e lo caratterizzeranno.

Amarone 2009: Quasi pronto per l’imbottigliamento. Grande evoluzione nel bicchiere.

 

Ma è ora di salire in casa a degustare qualche vecchia annata. Salendo1fruttaia1 si passa accanto al fruttaio,  dove  durante  i   mesi  invernali   vengono lasciate ad ‘appassire le uve destinate a produrre l’Amarone e Recioto.    

 

                                1fruttaia2   

 

 

Ci sono    delle   grandi    finestre   che   permettono   all’aria    di   circolare    liberamente,     non   usiamo nessuna forzatura per accelerare  l’appassimento e lasciamo le  uve  esposte  ai  naturali  cambiamenti climatici  propri  di questa stagione. In questo modo l’uva arriva a calare circa    del  40%   a seconda  dell’annata  in  maniera  lenta  e  graduale, trasformandosi e concentrandosi, fino al momento della pigiatura.   Quest’anno, come detto, è rimasto inutilizzato.   

 

Bella  la  “sala degustazioni”  un  bel  finestrone si affaccia  sulla  proprietà  evidenziando un panorama esplicativo della bella esposizione, della cura dei terrazzamenti e, più in generale, dell’attenzione dedicata alla vigna.

 1alberotempo

Sulla parete di fondo domina l’albero del tempo,   il contributo tangibile delle forze giovani dell’azienda.

 

 

Nel frattempo arriva Carlo,  Alessandra, finalmente, si rilassa e inizia ad illustrare i vini dell’azienda, ma più correttamente direi della famiglia, non prima di aver preparato un ottimo spuntino a base di salumi e formaggi.

 Tutti i vini sono prodotti con fermentazione spontanea,  lieviti indigeni e particolare cura nella scelta delle uve che consente di tenere il livello di solforosa totale ben al di sotto dei 60 mg/l .

Valpolicella Saseti 2011. Il vino base solo acciaio, semplice di facile beva, da ber1sasetie a tutto pasto, con una bella freschezza e sapidità.

1camporenzo

 

 

Valpolicella superiore Camporenzo 2011. Le uve raccolte nel vigneto Camporenzo fermentano per   10/12   giorni   e   il   vino fa affinamento per 4 mesi  in  legno  di piccola capacità  di   secondo/terzo   passaggio.    La  nota eterea iniziale cede subito ad una leggera speziatura.  

1saustò

Ripasso Saustò 2011          Uve provenienti dal vigneto di Castelrotto. Ottenuto con la tradizionale   tecnica   del Ripasso,   che   prevede   la    rifermentazione     del     Valpolicella    classico     sulle    vinacce del Recioto/Amarone per circa 10gg.   Bel   colore  rubino nel bicchiere è subito evidente l’alta gradazione alcolica. Leggero sentore di ciliegia sotto spirito. Palato all’altezza dell’olfatto.  Molto persistente. 

1amarone

Amarone classico 2008 Uve  dal vigneto di Castelrotto. Appassimento naturale, in fruttaio, per circa 4/5 mesi. Vinificazione in gennaio con macerazione a freddo per 10 giorni a cui segue una lenta fermentazione spontanea in tini di rovere da 10hl per circa 30gg       Affinamento   in botte grande di rovere   di   slavonia   da  25 Hl  per  48 mesi  e in bottiglia per 12 mesi. Profumi di amarena sotto spirito, in bocca leggera astringenza e palato molto lungo.

1stropa

 

 Amarone Stropa 2007   Uve provenienti dal vigneto Castelrotto. Le viti vecchie di  50  anni vengono ancora coltivate col sistema della “vite maritata”,  cioè  filari  di  viti  interrotte  da alberi al alto fusto (gelsi, mandorli) che li sostengono. La legatura dei tralci e fatta ancora,   come  da   tradizione,    con    il pollone del  salice (stropa)   molto   più   resistente   e   flessibile contro  i  forti venti invernali che percorrono questa collina.    Al  naso  ricorda  l’uva appassita, con sentori di ciliegia. In bocca è avvolgente, denso e complesso, di lunghissima persistenza.

 

Con  la  promessa  che  domani  in  fiera porteranno un 2001. Promessa mantenuta e apprezzatissima.

1reciotoRecioto Sant’Ulderico 2010 Uve provenienti dal vigneto Castelrotto, con  impianto a  pergola  veronese,  raccolta nella prima decade di Ottobre, la selezione dei migliori grappoli vengono   posti in fruttaio  ad appassire in modo naturale per circa 4 mesi. Criomacerazione e fermentazione   spontanea   con  controllo  della  temperatura per circa 25/30gg.  della massa.  Affinamento  in  piccole botti di rovere francese per  12  mesi ed  in  bottiglia per 12 mesi.  Al naso mora, marmellata,  al palato  una  chiusura  e  lunghezza complessa che non lo rende  per  niente stucchevole. Attraverso il tannino ed una buona sapidità lascia una bella bocca asciutta.

 Gran bella giornata trascorsa con persone stupende e vignaioli esemplari. Grazie di cuore!

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