Abruzzo

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Noto come la “Regione verde d’Europa” per la sua natura incontaminata fu definito da Primo Levi ”forte e gentile” come sintesi perfetta del territorio, forte nelle sue montagne, gentile nelle sue colline che arrivano fino al mare, e del carattere della popolazione, forte (a volte “cocciuta”) nel carattere, gentile nella sua ospitalità e cortesia.
Guardando la carta fisica risulta evidente quanto l’orografia influenzi l’agricoltura regionale.
Subito dopo Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, insieme alla Liguria, con il suo 65% è la terza regione per incidenza di montagne sul territorio; completamente privo di pianura.


L’alta vocazione agricola è comunque evidenziata dalla Superficie Agricola Utilizzata (SAU) che con 454.362 ettari è superiore all’intera superficie collinare, a testimonianza della determinazione nello strappare anche alla montagna lembi di terreno coltivabile. La superficie vitata con i suoi 32.500 ettari rappresenta il 7% della SAU è fra le percentuali più alte tra le regioni italiane; maggiore della media nazionale dove raggiunge il 5%.
In un paesaggio unico delimitato ad est dal mare Adriatico ed ad ovest dalla catena degli Appennini, si estendono altipiani, dolci colline, con coltivazioni di olivo e vite che degradano fin quasi sul mare.
Le alte escursioni termiche tra il giorno e la notte contribuiscono a creare il particolare microclima particolarmente adatto ad arricchire le profumazioni delle uve aumentandone le caratteristiche aromatiche.
La coltura delle vite, praticata in questo territorio sin dai tempi degli Etruschi, fa oggi di questa regione la quinta produttrice nazionale (la precedono Veneto, Emilia Romagna, Sicilia e Puglia). La coltivazione della vite da vino è praticata per oltre 70% in provincia di Chieti, per il 13% in provincia di Pescara e Teramo e per meno del 4% in provincia dell’Aquila. La forma di coltivazione più diffusa è il tendone, che copre oltre l’85% dell’intera superficie, ma nei nuovi impianti e reimpianti prevale decisamente il filare (cordone speronato, cordone libero, ecc.).
In Abruzzo vengono coltivati sia vitigni nazionali che internazionali, anche se di fatto due soli di essi, il Montepulciano ed il Trebbiano, rappresentano oltre il 90% dell’intera superficie vitata. Tuttavia trovano spazio molti vitigni autoctoni alcuni dei quali già diffusamente presenti in molte aree del territorio, come la Passerina ed il Pecorino, altri invece in fase di recupero come il Moscatello di Castiglione a Casauria, il Montonico (bianco), il Moscato(nero), la Cococciola b. La filiera vitivinicola abruzzese costituisce il principale comparto agricolo regionale (28% dell’intera PLV, Prodotto Lordo Vendibile, la più elevata incidenza tra le regioni italiane).


DOCG
Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane nella provincia di Teramo

DOC
Abruzzo nelle provincie di Chieti, L’Aquila, Teramo, Pescara
Cerasuolo d’Abruzzo nelle provincie di Chieti, L’Aquila, Teramo, Pescara
Controguerra nella provincia di Teramo
Montepulciano d’Abruzzo nelle provincie di Chieti, L’Aquila, Teramo, Pescara
Ortona nella provincia di Chieti
Tullum nella provincia di Chieti
Trebbiano d’Abruzzo nelle provincie di Chieti, L’Aquila, Teramo, Pescara
Villamagna nella provincia di Chieti

IGT
Colli Aprutini nella provincia di Teramo
Colli del Sangro nella provincia di Chieti
Colline Frentane nella provincia di Chieti
Colline Pescaresi nella provincia di Pescara
Colline Teatine nella provincia di Chieti
Histonium nella provincia di Chieti
Terre Aquilane nella provincia di L’Aquila
Terre di Chieti nella provincia di Chieti

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