Vitigno Aglianico

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Aglianico

Vitigno a bacca rossa iscritto nel registro dei vitigni italiani nel 1970. Nel 1971 è stato iscritto nel registro anche l’Aglianico del Vulture. Vitigni di grande importanza nel sud d’Italia diffusi soprattutto in Campania e in Basilicata, dove raggiunge la massima espressione rispettivamente nelle zone del Taurasi, Taburno e Vulture.
Di seguito la tabella della superficie vitata espressa in ettari così come risulta dai dati forniti dal censimento Istat del 2010.

Nel registro dal 1971 è iscritto il vitigno Aglianicone, rilevato anche nel censimento Istat, presente in Campania e in Basilicata. Il vitigno non è inserito nel grafico, intanto per la scarsa rilevanza totale (circa 50 ettari) e, soprattutto, per la difficile attribuzione tra le regioni dove viene confuso/assimilato con il Pallagrello (Campania, 26 ha) e con l’Aglianico (Basilicata, 20 ha).
Vitigno ben noto fin dall’antichità, se ne trovano tracce fin dal 1400 rientra nei seguenti disciplinari docg e doc:
Aglianico
• Docg: Aglianico del Taburno, Aglianico del Vulture superiore, Taurasi
• Doc: Aglianico del Vulture, Campi Flegrei, Cilento, Falerno del Massico, Irpinia, Molise, Sannio, Scavigna, Vesuvio, Biferno, Castel del Monte, Costa d’Amalfi, Galluccio, Menfi, Penisola Sorrentina, Savuto, Terre di Cosenza
Aglianico del Vulture
• Docg: Aglianico del Vulture superiore
• Doc: Aglianico del Vulture

I vini prodotti da queste uve hanno un colore molto importante, quasi impenetrabile, grazie all’elevato contenuto di polifenoli, acidità sostenuta, grande struttura e astringenza pronunciata che viene ammorbidita dalla maturazione in legno di diversi passaggi.

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