Vitigno Canaiolo Nero

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Vitigno Canaiolo Nero


La prima volta in cui questo vitigno viene citato risale intorno al 1300 con De Crescenzi che lo cita in termini lusinghieri come Uva Canajuola. Durante il Seicento ed il Settecento viene chiamato Canaiola Colore e fu spesso confuso con altri vitigni con cui era coltivato in promiscuità, soprattutto sangiovese, ciliegiolo, canina nera. L’origine del nome risiede nel latino dies caniculares – vale a dire i giorni canicolari in cui cade, per questo vitigno, il periodo dell’invaiatura.

L’area di diffusione del Canaiolo Nero è la Toscana ma si può trovare più sporadicamente anche in altre regioni centrali come Lazio, Umbria, Marche. Si tratta di uno dei vitigni che si accompagnano al Sangiovese, storicamente, per la produzione del Chianti e ancora oggi è contemplato nella produzione del Chianti ma anche del Nobile e del Rosso di Montepulciano. Raramente un vino viene prodotto interamente in Canaiolo, tuttavia alcune aziende toscane ed umbre stanno cercando di ottenere dei risultati da una vinificazione totalmente in canaiolo nero. Il vino ottenuto è corposo, morbido e fruttato, e deve essere sostenuto da un adeguato grado alcoolico.

Il grappolo si presenta di grandezza media e piramidale, ad una o due ali. L’acino dell’uva è generalmente grosso e rotondo, con buccia consistente ma non eccessivamente spessa e dal colore blu tendente al violaceo. Il periodo migliore per la vendemmia è di solito compreso tra fine settembre e la prima decade di ottobre.

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