Vitigno Incrocio Manzoni

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Incro­ci Man­zoni

Il Prof. Lui­gi Man­zoni, negli anni 30 del sec­o­lo scor­so, com­in­ciò una serie di sper­i­men­tazioni sul­la vite tramite incro­cio e ibri­dazione con l’intento di indi­vid­uare nuove vari­età di uve. Alcu­ni di questi vit­ig­ni sono diven­tati di grande impor­tan­za per la pro­duzione di vini “di qual­ità”. I più noti:

Incro­cio Man­zoni 6.0.13 (Ries­ling Renano — Pinot bian­co) noto come Man­zoni bian­co;
Incro­cio Man­zoni 2.15 (Glera — Caber­net sauvi­gnon) noto come Man­zoni rosso;
Incro­cio Man­zoni 1.50 (Treb­biano — Tramin­er Aro­mati­co) noto come Man­zoni rosa;
Incro­cio Man­zoni 13.0.25 (Raboso Piave — Mosca­to d’Am­bur­go) noto come Man­zoni mosca­to.

Man­zoni Bian­co 6.0.13
E’ il clone più famoso, vit­ig­no autoctono del­la provin­cia di Tre­vi­so, nasce dall’incrocio tra Ries­ling Renano e Pinot Bian­co , è oggi colti­va­to su qua­si tut­to il ter­ri­to­rio nazionale e rien­tra negli uvag­gi di alcu­ni dis­ci­pli­nari di pro­duzione del­la Doc Bian­co dei Col­li di Conegliano, Bre­ganze Bian­co e Trenti­no Bian­co, oltre a parec­chi vini ad Indi­cazione geografi­ca tipi­ca in cui viene vini­fi­ca­to in purez­za. Dei suoi 382 ettari di colti­vazione nazionale, che non inci­dono sulle per­centu­ali di colti­vazione totale delle uve da vino, cir­ca il 70% sono nel Vene­to, cir­ca il 7% in Puglia, cir­ca il 2% nel Lazio .
Il Man­zoni Bian­co 6.0.13 ha notevoli capac­ità di adat­ta­men­to a cli­mi e ter­reni anche molto diver­si tra loro, pref­er­en­do quel­li col­li­nari, non com­pat­ti, pro­fon­di, fres­chi e fer­tili, ma una pro­duzione con­tenu­ta. Pre­sen­ta un grap­po­lo pic­co­lo, con­i­co o cilin­dri­co, spes­so con un’ala e medi­a­mente com­pat­to (il peso varia dagli 80 ai 150 gram­mi). L’acino è medio pic­co­lo, sferi­co e di col­ore gial­lo verde, la buc­cia è spes­sa, piut­tosto con­sis­tente, medi­a­mente pru­inosa e dal sapore aro­mati­co.

Man­zoni Rosso 2.15
Incro­cio tra Glera (prosecco)e Caber­net sauvi­gnon E’ il risul­ta­to di una com­bi­nazione erra­ta effet­tua­ta tra gli anni 1920 e 1924: infat­ti per fecon­dare il Pros­ec­co si era prel­e­va­to il polline dal Caber­net sauvi­gnon e non dal Sauvi­gnon bian­co come pre­vis­to dal piano di incro­cio. Tra le piante ottenute, quel­la indi­vid­u­a­ta come 2.15 fu subito ritenu­ta inter­es­sante, molti­pli­ca­ta e pianta­ta anche in aziende resesi disponi­bili alla sper­i­men­tazione. La mag­giore pro­duzione è con­cen­tra­ta nel comune di Conegliano e zone lim­itrofe.

Man­zoni Rosa 1.50
Incro­cio tra Treb­biano e Tramin­er Aro­mati­co viene così defini­to dal Man­zoni: “la vite N. 1–50 di Treb­biano x Tramin­er si pre­sen­ta assai bene. Pianta di buona vigo­ria veg­e­ta­ti­va, con foglie mar­cata­mente pen­talo­bate, glabre, col­or verde scuro, ha grap­poli di media grandez­za, un po’ ser­rati, col­or roseo, con aci­ni però a varie gradazioni dal gial­lo al roseo inten­so. Esistono pochi impianti di questo vit­ig­no. La pro­duzione non è abbon­dante, ma costante.
Vino pregev­ole per l’el­e­va­to sapore frut­ta­to, inten­so, dom­i­na­to dal­l’aro­matic­ità del Tramin­er e con buona sapid­ità e strut­tura. Uva dal­la buc­cia lieve­mente rosa­ta che viene vini­fi­ca­ta in bian­co.

Man­zoni mosca­to 13.0.25
Incro­cio tra Raboso del Piave e Mosca­to d’Am­bur­go. “Gen­i­tori”, un pò biz­zarri il Raboso del Piave, vari­età dif­fusa­mente colti­va­ta nel­la zona del Piave ed una vari­età di uva da tavola a bac­ca nera, il Mosca­to d’Am­bur­go. L’au­tore così com­men­ta­va la sua scelta: “si potrà sor­rid­ere per la scelta di ques­ta com­bi­nazione assai strana. A me è sem­bra­to però che per cor­reg­gere la ruvidez­za del Raboso potesse pro­prio andar bene il Mosca­to d’Am­bur­go che trasmet­te­va inal­terati i suoi carat­teri di finez­za e dava dis­cen­den­ti vig­orosi e pro­dut­tivi…”. E’ vit­ig­no di buona vigo­ria e buona pro­dut­tiv­ità. Tut­ta la pro­duzione ora disponi­bile viene uti­liz­za­ta per l’ot­ten­i­men­to di un vino friz­zante, leg­ger­mente ama­bile che ricor­da i pic­coli frut­ti rossi maturi (ciliegia, frago­la) vaniglia, agru­mi maturi. Buon equi­lib­rio tra le com­po­nen­ti tan­niche, acide e ama­bili.

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