ClimWine2016

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ClimWine2016: un aggior­na­men­to sci­en­tifi­co sulle sfide del cam­bi­a­men­to cli­mati­co per il set­tore del­la vite e del vino

Si è chiu­so con grande suc­ces­so e parte­ci­pazione Climwine2016, il sim­po­sio tenu­tosi lo scor­so aprile a Bor­deaux. 

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180 parte­ci­pan­ti prove­ni­en­ti da ven­ti pae­si, si sono riu­ni­ti per fare il pun­to sug­li effet­ti del cam­bi­a­men­to cli­mati­co sul­la vitivini­coltura mon­di­ale ed anal­iz­zare i pos­si­bili adat­ta­men­ti. 

Il sim­po­sio che si è tenu­to a Bor­deaux è sta­to orga­niz­za­to dall’INRA (Isti­tu­to Nazionale di Ricer­ca Agro­nom­i­ca Francese) in col­lab­o­razione con l’ISVV (Isti­tu­to di Scien­ze del­la vigna e del vino di Bor­deaux) e Bor­deaux Agro Scien­ze che ha ospi­ta­to l’evento, con il patrocinio del­l’Oiv (Orga­niz­zazione Inter­nazionale del­la vigna e del vino) e dal­l’As­so­ci­azione Euro­pea di Econ­o­misti del Vino.

Anche molti part­ner isti­tuzion­ali, han­no con­tribuito atti­va­mente alla real­iz­zazione di questo autorev­ole incon­tro tra cui la regione Aqui­tania-Limosi­no-Poitou-Char­entes, il Con­siglio Inter­pro­fes­sion­ale dei vini di Bor­deaux e diverse aziende vini­cole di Bor­deaux e di altre regioni che han­no offer­to ai del­e­gati il meglio del­la loro pro­duzione.

I temi affrontati

Durante il sim­po­sio, 46 pre­sen­tazioni orali e 60 poster han­no mostra­to una panoram­i­ca sulle prob­lem­atiche rel­a­tive al cam­bi­a­men­to cli­mati­co che la viti­coltura e la pro­duzione del vino di tut­to il mon­do dovran­no affrontare a par­tire dal­la sec­on­da metà del XXI sec­o­lo. Anche se, fino al 2050, la pre­vista evoluzione cli­mat­i­ca e gli impat­ti asso­ciati non sono trop­po allar­man­ti, questo non deve indurre ad abbas­sare la guardia in quan­to potrebbe essere estrema­mente grave non inter­venire entro la fine di questo sec­o­lo per lim­itare la quan­tità di gas ad effet­to ser­ra (CO2 in par­ti­co­lare) già ampia­mente lib­er­a­to nel­l’at­mos­fera. Anche l’aumento del­la tem­per­atu­ra del­l’aria e i cam­bi­a­men­ti dei regi­mi plu­vi­ali sono sta­ti ampia­mente trat­tati, come pure le ques­tioni rel­a­tive alle tem­per­a­ture del suo­lo e del ven­to che pos­sono avere gravi riper­cus­sioni sul vigne­to (min­er­al­iz­zazione, evap­o­razione del­l’ac­qua, ecc) e questo è sta­to anche pre­sen­ta­to attra­ver­so sim­u­lazioni cli­matiche per le diverse regioni.

Tra le relazioni, più d’u­na ha poi affronta­to le risposte del vit­ig­no all’aumento del­la tem­per­atu­ra, del­la CO2, e ai cam­bi­a­men­ti del regime idri­co e le loro con­seguen­ze sulle fasi di svilup­po, cresci­ta, l’u­ti­liz­zo di acqua e com­po­sizione delle uve. Parte di questi lavori han­no sot­to­lin­eato che le inter­azioni tra i diver­si fat­tori cli­mati­ci pos­sono mod­i­fi­care com­ple­ta­mente gli effet­ti di un sin­go­lo para­metro, con­sideran­do che, in fase di sper­i­men­tazione, è bene affrontar­li a lun­go peri­o­do. Sem­bra che se in una situ­azione in cui l’ac­qua non diviene un fat­tore lim­i­tante, un aumen­to del­la tem­per­atu­ra di due gra­di non influisce sul­la cresci­ta otti­male del­la vite. Pos­sono essere invece più mar­cate le con­seguen­ze in ter­mi­ni di com­po­sizione delle uve.

La visi­ta sul cam­po e i mod­el­li di impianto

Diver­si ora­tori han­no sot­to­lin­eato inoltre l’im­por­tan­za del­la conoscen­za del cli­ma a scala locale per affrontare le sfide di adat­ta­men­to. In tal sen­so, la visi­ta in cam­po a St Emil­ion, rel­a­ti­va al prog­et­to europeo Life ADVICLIM (ADa­p­ata­tion of VIti­cul­ture to CLI­Mate change: High res­o­lu­tion obser­va­tions of adap­ta­tion sce­narii for viticulture)con la rete di sen­sori di tem­per­atu­ra che copre 10.000 ettari, è sta­ta un buon esem­pio per conoscere la vari­abil­ità delle dif­fer­en­ti situ­azioni a liv­el­lo locale.

Lo svilup­po di mod­el­li di impianto e di col­ture e una migliore com­pren­sione delle deter­mi­nan­ti genetiche in rispos­ta ai fat­tori ambi­en­tali, sono cru­ciali per sim­u­la­re le per­for­mance del­la vite in modo da con­sid­er­are le mis­ure da adottare. I ricer­ca­tori france­si sono leader nell’affrontare gli aspet­ti geneti­ci dell’adattamento alla sic­c­ità e la rispos­ta alle tem­per­a­ture delle diver­si fasi di svilup­po e com­po­sizione delle uve. È sta­ta poi affronta­ta anche la spin­osa ques­tione delle malat­tie e diver­si approc­ci da adottare (indagi­ni, mod­el­liz­zazione, sper­i­men­tazione), sono sta­ti pre­sen­tati per anal­iz­zare al meglio questi temi nel con­testo di cam­bi­a­men­to cli­mati­co.

Lo stu­dio delle tec­niche di viti­coltura

Sono state altresì illus­trate le ques­tioni con­nesse all’adattamento del­la vigna, copren­do un’ampia gam­ma di tec­niche che pos­sono essere appli­cate sia in cam­po sia in can­ti­na. Tec­niche tradizion­ali pos­sono essere adot­tate nei vigneti sic­c­i­tosi a par­tire dal­la for­ma di all­e­va­men­to e dal­la den­sità di impianto, il sis­tema di con­duzione del­la vigna, il rap­por­to foglie/frutti, la data di potatu­ra, l’ir­rigazione di pre­ci­sione, l’utilizzo di vari­età di vit­ig­ni diver­si (vari­età colti­vate altrove o cre­ate dal­la ricer­ca che com­bini­no la resisten­za alle malat­tie fungine e un buon adat­ta­men­to ai cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci). Tut­to ciò anche con l’ausilio di tec­niche eno­logiche mod­erne in can­ti­na. Ma dato che nes­suna di queste tec­niche può fornire una soluzione, impor­tante sarà la loro com­bi­nazione che dovrà essere gesti­ta a liv­el­lo locale o regionale, pren­den­do sem­pre in con­sid­er­azione gli ulte­ri­ori stu­di da parte degli scien­ziati in con­cer­to con i vitivini­coltori.

Le con­clu­sioni

Ciò che è emer­so da questo sim­po­sio, di fon­da­men­tale impor­tan­za, è la percezione del cam­bi­a­men­to cli­mati­co da parte di tut­ti i sogget­ti inter­es­sati del set­tore e il con­seguente adegua­men­to alle sfide del futuro. For­mare in tal sen­so una rete mul­ti­dis­ci­pli­nare d’interazione fra pro­fes­sion­isti, pro­dut­tori, istruzione, ricer­ca e svilup­po, sarà una com­po­nente impor­tante per l’adattabilità del vigne­to.

ClimWine2016 è sta­to orga­niz­za­to come even­to con­clu­si­vo di quat­tro anni di ricer­ca sul tema del cam­bi­a­men­to cli­mati­co, strut­tura­to per prog­et­ti LACCAVE ePER­PHE­CLIM. 

I prog­et­ti mul­ti­dis­ci­pli­nari sono volti a stu­di­are l’im­pat­to e gli adat­ta­men­ti del­la vite e del vino ai cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci, e a elab­o­rare stru­men­ti, mod­el­li e meto­di per stu­di­are la fenolo­gia delle specie peren­ni. 

Questi stu­di sono sta­ti imple­men­tati come parte di INRA metapro­gram­ma sui cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci e l’adegua­men­to del­l’a­gri­coltura e del­la sil­vi­coltura (MP ACCAF), federati rispet­ti­va­mente con 23 e 28 grup­pi di ricer­ca in mate­ria.

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Pubblicato: 16 Giugno 2016

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Categoria: Blog, Eventi, Pubblicazioni Scientifiche

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