Consorzio Tutela Vini Della Maremma Toscana

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Il Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana nasce nel 2014 dopo il con­fer­i­men­to del­la DOC con l’obiettivo di pro­muo­vere la qual­ità dei suoi vini e garan­tire il rispet­to delle norme di pro­duzione pre­viste dal dis­ci­pli­nare, ded­i­can­dosi, inoltre, alla tutela del mar­chio e all’assistenza ai soci sulle nor­ma­tive che regolano il set­tore. Ad oggi il Con­sorzio con­ta 353 aziende asso­ciate, di cui 286 viti­coltori (per la mag­gior parte con­fer­en­ti uve a can­tine coop­er­a­tive), 1 imbot­tiglia­tore e 66 aziende “ver­ti­cali” — che vinif­i­cano le pro­prie uve e imbot­tigliano i pro­pri vini — per un totale di 5,5 mil­ioni di bot­tiglie prodotte all’anno.

La val­oriz­zazione e riconosci­bil­ità del ter­ri­to­rio marem­mano attra­ver­so il vino è l’o­bi­et­ti­vo pri­mario del Con­sorzio. A tre anni dal­la sua fon­dazione, nel 2014, il Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana è in con­tin­uo svilup­po con nuove idee per raf­forzare la conoscen­za del­la Marem­ma par­tendo dal suo prodot­to principe, il vino. Fon­da­men­tali sono sta­ti l’adesione al piano di svilup­po bien­nale di pro­mozione e comu­ni­cazione del­la Regione Toscana e l’accesso a co-finanzi­a­men­ti europei a cui ha pre­so parte ques­ta realtà gio­vane, dinam­i­ca e con un grande poten­ziale di cresci­ta, otte­nen­do otti­mi risul­tati a liv­el­lo nazionale e inter­nazionale.

Ne sono un esem­pio gli even­ti oltre­con­fine a cui ha parte­ci­pa­to il Con­sorzio nei mesi scor­si, come Wein Kul­tur a Vien­na (Aus­tria) segui­to da Prowein in Ger­ma­nia e poi gli appun­ta­men­ti ital­iani come le Anteprime Toscane e il Vini­taly, gran­di momen­ti di scam­bio accan­to ad inizia­tive orga­niz­zate sul ter­ri­to­rio come la ker­messe enoica appe­na con­clusa, Marem­machevi­ni, che ha ospi­ta­to pub­bli­co ital­iano e straniero. L’utilizzo meti­coloso delle risorse messe a dis­po­sizione dal­la Regione Toscana e dall’Unione Euro­pea ha favorito la parte­ci­pazione a man­i­fes­tazioni di questo cal­i­bro che han­no il pre­gio di pro­muo­vere la scop­er­ta di un ter­ri­to­rio anco­ra poco conosci­u­to, ma ric­co di sto­ria che carat­ter­iz­za ques­ta zona vitivini­co­la.
 
La grande diver­sità del ter­roir per­me­tte infat­ti di offrire, come non suc­cede in altre zone toscane, un’ampia scelta di vini, gra­zie sia all’apporto di una notev­ole bio­di­ver­sità nelle vari­età colti­vate – dalle inter­nazion­ali Caber­net Sauvi­gnon, Caber­net franc, Mer­lot, Syrah, Viog­nier, Sauvi­gnon, Chardon­nay, Petit Ver­dot, alle tradizion­ali Cilie­gi­o­lo, Ali­cante, Ver­menti­no, San­giovese, Anson­i­ca – sia alla grande vari­età delle con­dizioni pedo­cli­matiche che con­trad­dis­tin­guono un ter­ri­to­rio così vas­to come quel­lo del­la provin­cia di Gros­se­to. Il risul­ta­to è un’offerta più “equi­li­bra­ta” di vini – non esclu­si­va­mente basa­ta sul vit­ig­no San­giovese come accade in buona parte delle altre aree toscane – in gra­do di sod­dis­fare palati ed esi­gen­ze diverse, dai bianchi fres­chi del­la cos­ta a base per­lop­iù di Ver­menti­no — la tipolo­gia di bian­co del­la DOC più imbot­tigli­a­ta e più richi­es­ta sul mer­ca­to – a quel­li più strut­turati delle aree interne a ridos­so delle Colline Met­al­lif­ere e del ter­ri­to­rio del Tufo, ai rosati sem­pre più ogget­to di inter­esse da parte del mer­ca­to, ottenu­ti con l’utilizzo di San­giovese, Syrah, Cilie­gi­o­lo, Ali­cante, Mer­lot fino all’Aleatico, per finire con i rossi ottenu­ti dall’impiego in purez­za o in blend di vari­età autoc­tone e/o inter­nazion­ali, dal San­giovese al Caber­net Sauvi­gnon e Mer­lot, dal Cilie­gi­o­lo e Ali­cante al Syrah, Caber­net franc e Petit Ver­dot, per citare ovvi­a­mente i più dif­fusi.
 
Ma un altro pun­to di forza di questo ter­ri­to­rio e del­la Denom­i­nazione che meglio esprime le sue varie sfu­ma­ture e com­p­lessità, ovvero Marem­ma Toscana, è rap­p­re­sen­ta­to dal con­cet­to di sosteni­bil­ità asso­ci­a­to ai vini prove­ni­en­ti da queste terre. Sono pochi, infat­ti, i ter­ri­tori viti­coli – e, più gener­i­ca­mente, rurali — che pos­sono vantare un’associazione qua­si nat­u­rale col con­cet­to di sosteni­bil­ità come la Marem­ma e i suoi vini sono in gra­do di fare, sus­ci­tan­do nel con­suma­tore sem­pre più inter­esse. E sono molte le aziende marem­mane che pro­ducono i pro­pri vini nel rispet­to asso­lu­to per il ter­ri­to­rio sec­on­do un approc­cio sosteni­bile, tan­to che il Con­sorzio si è fat­to pro­mo­tore di prog­et­ti che ten­dono pro­prio a val­oriz­zare tali aspet­ti, facen­dosi agente comu­ni­ca­tore di nuove linee d’azione atte ad esprimere al meglio le carat­ter­is­tiche nat­u­rali del­la zona, con l’obiettivo di pro­porre al mer­ca­to un ter­ri­to­rio e una Denom­i­nazione che non si carat­ter­izzi soltan­to per la qual­ità dei suoi vini ma che espri­ma atten­zione e rispet­to per il luo­go di orig­ine.
 
In questo sen­so il Con­sorzio intende sostenere i prog­et­ti ded­i­cati ed incen­trati pro­prio alla sosteni­bil­ità del ter­ri­to­rio. Sociale, ambi­en­tale ed eco­nom­i­ca, sono i tre pilas­tri con cui ver­rà affronta­ta ques­ta tem­at­i­ca e sono di fat­to infat­ti iniziati due stu­di avval­o­rati dal­l’U­nione Ital­iana Vini in col­lab­o­razione con Can­tine e Uni­ver­sità.
 
Il tema del­la sosteni­bil­ità ambi­en­tale ha assun­to negli ulti­mi anni una valen­za sem­pre mag­giore sia per le imp­rese che per i con­suma­tori. Val­oriz­zare il ter­ri­to­rio e ridurre l’impatto ambi­en­tale sono due prin­cipi fon­da­men­tali che van­no sostenu­ti con inno­vazione e ricer­ca. 

“Il Con­sorzio, con tut­to il Con­siglio di Ammin­is­trazione, ritiene impor­tante far­si agente comu­ni­ca­tore di nuove linee d’azione atte ad esprimere al meglio le carat­ter­is­tiche nat­u­rali del­la zona del­la Marem­ma”, così ha dichiara­to in occa­sione del­la pre­sen­tazione del prog­et­to il Pres­i­dente, Edoar­do Dona­to, pros­eguen­do: “Due inizia­tive, in par­ti­co­lare, han­no desta­to il nos­tro inter­esse tan­to che vogliamo essere por­tav­oce di un mes­sag­gio forte con lo scopo di porre l’accento sull’importanza dell’ambiente, al fine di sal­va­guardarne lo svilup­po futuro”.

I prog­et­ti a cui fa rifer­i­men­to il Pres­i­dente del Con­sorzio han­no un uni­co filo con­dut­tore ossia quel­lo del­la sosteni­bil­ità, un con­cet­to svilup­pa­to in forme diverse all’interno di due inizia­tive: 

Pri­mo stu­dio

Nasce gra­zie al lavoro dell’Università degli Stu­di di Milano insieme con due can­tine coop­er­a­tive del ter­ri­to­rio e due aziende del­la famiglia Zonin e con l’Unione Ital­iana Vini;

Sec­on­do stu­dio

Vede l’Università del­la Tus­cia e la Scuo­la Supe­ri­ore Sant’Anna di Pisa — sot­to la direzione sci­en­tifi­ca del pro­fes­sor Fabio Men­car­el­li — tra gli attori pro­tag­o­nisti con la col­lab­o­razione atti­va del­la Can­ti­na Coop. Vig­naioli di Scansano.

“È nec­es­sario affrontare la tem­at­i­ca del­la sosteni­bil­ità da prospet­tive diverse: quel­la sociale, ambi­en­tale ed eco­nom­i­ca. Lo stu­dio avval­orato dall’Unione ital­iana Vini ha il pre­gio di porre l’accento su tut­ti e tre questi pilas­tri”, affer­ma il Diret­tore del Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana.

Ste­fano Ste­fanuc­ci, Respon­s­abile Unità Oper­a­ti­va Con­sulen­za e Finanzi­a­men­ti Unione Ital­iana Vini Soc Coop., spie­ga infat­ti la tra­ma di ques­ta pri­ma inizia­ti­va: “L’Unione Ital­iana Vini sta por­tan­do avan­ti un prog­et­to ded­i­ca­to alla sosteni­bil­ità a 360° su tut­ta la fil­iera perseguen­do un obi­et­ti­vo pre­ciso: garan­tire l’oggi sen­za com­pro­met­tere il domani” e con­tin­ua: “Sti­amo lavo­ran­do a un prog­et­to con­di­vi­so e pilota che ci per­me­t­terà di cal­co­lare i bilan­ci idri­ci, la bio­di­ver­sità, il car­bon foot­print  affi­an­can­do la buona pras­si in can­ti­na e in vigne­to, in modo da garan­tire i prodot­ti in ter­mi­ni di qual­ità, gen­uinità, uffi­cial­iz­zan­do uno stan­dard. Ne è un esem­pio la Cer­ti­fi­cazione Equal­i­tas che ha il com­pi­to di mis­urare l’evoluzione ver­so la sosteni­bil­ità del set­tore vitivini­co­lo ital­iano in base a para­metri ben mis­ura­bili”.

Preser­vare il ter­ri­to­rio del­la Marem­ma Toscana cer­can­do nuove forme di svilup­po per il futuro è un altro tema da dis­cutere sec­on­do il Pres­i­dente del Con­sorzio che tro­va con­fer­ma nel prog­et­to nato dal­la col­lab­o­razione con l’Università del­la Tus­cia e un grup­po di aziende guida­to dal­la Can­ti­na Coop. Vig­naioli di Scansano. Benedet­to Grechi, Pres­i­dente del­la Can­ti­na lo rac­con­ta così: “La Can­ti­na Coop. Vig­naioli di Scansano ha ader­i­to con inter­esse alla 16.2, una misura inno­v­a­ti­va che pro­muove i prog­et­ti pilota a sosteg­no di nuovi prodot­ti, pratiche, pro­ces­si e tec­nolo­gie.”

La Can­ti­na Coop. Vig­naioli di Scansano ha già mes­so in prat­i­ca le indi­cazioni del­lo stu­dio al fine di ottenere sin da subito risul­tati con­creti, otte­nen­do numerose cer­ti­fi­cazioni come quel­la ded­i­ca­ta al car­bon foot­print, la cer­ti­fi­cazione ISO. Il pun­to cen­trale res­ta l’utilizzo dell’ozono nei diver­si pro­ces­si, come quel­lo del­la pro­duzione di vini sen­za solfi­ti oppure la cura del vigne­to sen­za l’utilizzo di pes­ti­ci­di, e anco­ra per com­bat­tere i bat­teri nelle acque reflue.  La Can­ti­na Coop. Vig­naioli di Scansano è tra i pri­mi sogget­ti ad aver richiesto la PEF, det­ta anche Impronta ambi­en­tale dei prodot­ti (Prod­uct Envi­ron­men­tal Foot­print).

 
Il vino, come è evi­dente, res­ta il motore trainante che gra­zie alle oper­azioni real­iz­zate dal Con­sorzio mira ad ottenere effet­ti pos­i­tivi su tut­ta la fil­iera pro­dut­ti­va agro-ali­menta­re, ma anche tur­is­ti­ca e cul­tur­ale. Si muove in ques­ta direzione anche il sodal­izio di suc­ces­so tra i tre Con­sorzi del­la zona: Doc Marem­ma Toscana – Mon­te­cuc­co – Morelli­no di Scansano, che è sta­to fon­da­men­tale in diverse occa­sioni per offrire una rap­p­re­sen­tan­za sostanziosa delle aziende vitivini­cole del­la zona, dan­do un’immagine coesa e com­pat­ta al fine di pro­muo­vere le pro­prie eccel­len­ze.
 
“È nos­tro com­pi­to garan­tire un’offerta pro­mozionale effi­cace agli asso­ciati e pro­porre nuovi spun­ti ai pro­dut­tori e vitic­ul­tori che mostra­no inter­esse per la nos­tra realtà”, affer­ma il Pres­i­dente del Con­sorzio, Edoar­do Dona­to, e con­clude: “Il nos­tro prog­et­to è in con­tin­uo divenire e ha lo scopo pri­mario di aiutare la nos­tra ter­ra, la Marem­ma, a var­care i con­fi­ni locali”.
 
L’impegno del Con­sorzio nelle attiv­ità di pro­mozione del­la Denom­i­nazione Marem­ma Toscana e del ter­ri­to­rio stan­no por­tan­do non solo ad un incre­men­to dei dati rifer­i­ti alle riven­di­cazioni e alla com­mer­cial­iz­zazione dei prodot­ti del­la DOC, con una vis­i­bil­ità sem­pre più cres­cente sul mer­ca­to, ma anche ad una cresci­ta con­tin­ua degli asso­ciati, a tes­ti­mo­ni­an­za del­la bon­tà del lavoro imposta­to dal Con­sorzio e delle azioni pro­mozion­ali messe in atto.
 
Altro even­to da sot­to­lin­eare è il FORUM INVENTION TALENT IN OPEN WORLD nell’ambito di Marem­ma Toscana meets Bor­deaux, il tradizionale for­mat pro­mosso dal Rotary E‑Club de France Inter­na­tion­al, in col­lab­o­razione con il Rotary Club di Mas­sa Marit­ti­ma, che vede tra gli enti patroci­nan­ti pro­prio il Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana.

L’evento riu­nisce i migliori tal­en­ti france­si e ital­iani con l’obiettivo di affrontare temi come l’innovazione tec­no­log­i­ca, pro­fes­sion­ale e sociale in viti­coltura, ad esem­pio l’utilizzo dei droni nei vigneti e l’agricoltura di pre­ci­sione, sen­za trascu­rare le nuove fron­tiere del bio­d­i­nam­i­co.

Questi argo­men­ti sono da sem­pre ogget­to d’attenzione da parte del Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana, che sostiene tutte le inizia­tive che pos­sano portare alla val­oriz­zazione di val­ori eco – sosteni­bili val­oriz­zan­do il ter­ri­to­rio e gli oper­a­tori che vi oper­a­no. Di inno­vazione in vigna in Marem­ma ne ho par­la­to su un arti­co­lo pub­bli­ca­to sul Gam­bero Rosso > QUI

Un altro pas­so impor­tante intrapre­so dal Con­sorzio è sta­to la mod­i­fi­ca del dis­ci­pli­nare di pro­duzione del­la DOC Marem­ma, il cui iter è sta­to uffi­cial­mente approva­to il 14 luglio del­lo scor­so anno dal­l’assem­blea dei soci. A cinque anni dal riconosci­men­to del­la DOC Marem­ma Toscana (2011), i pro­dut­tori han­no avver­ti­to l’esigenza di rivedere le norme che regolano e dis­ci­plinano la pro­duzione dei vini di ques­ta impor­tante Denom­i­nazione, ottenu­ta nell’intero ter­ri­to­rio del­la provin­cia di Gros­se­to, adeguan­dole alle richi­este del mer­ca­to e col­man­do alcune lacune esisten­ti.

“Il Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana è nato due anni fa con l’obiettivo, tra gli altri, di tute­lare e sal­va­guardare la DOC Marem­ma Toscana, inter­ve­nen­do, se nec­es­sario, anche sulle regole che ne dis­ci­plinano la pro­duzione. Siamo sod­dis­fat­ti di aver con­clu­so pos­i­ti­va­mente e in modo così celere la pri­ma parte di questo impor­tante per­cor­so, che porterà la DOC a un dis­ci­pli­nare di pro­duzione più adegua­to alle esi­gen­ze del mer­ca­to e del ter­ri­to­rio” – dichiara Edoar­do Dona­to, Pres­i­dente del Con­sorzio Tutela Vini del­la Marem­ma Toscana.

Le prin­ci­pali mod­i­fiche riguardano la revi­sione del­la base ampel­o­grafi­ca pre­vista per la pro­duzione delle tipolo­gie Rosso e Bian­co, elim­i­nan­do la pre­sen­za obbli­ga­to­ria di un solo vit­ig­no preva­lente (San­giovese, per almeno il 40% nel caso del Rosso, Ver­menti­no e/o Treb­biano toscano, nel caso del Bian­co) e con­sen­ten­done la pro­duzione con la pre­sen­za, da sole o con­giun­ta­mente, delle prime cinque vari­età a bac­ca rossa e bian­ca più colti­vate sul ter­ri­to­rio, per un min­i­mo del 60%.

Ver­ran­no ammesse e inserite nuove tipolo­gie vari­etali e, in par­ti­co­lare, Caber­net Franc e Petit Ver­dot, molto dif­fuse in Marem­ma con super­fi­ci intorno ai 170 ettari, e Pug­nitel­lo, un vit­ig­no autoctono del ter­ri­to­rio, reper­i­to nel 1978 in un vec­chio vigne­to vici­no a Cini­giano e ogget­to di sem­pre mag­giore inter­esse da parte dei viti­coltori marem­mani.

Viene inoltre con­sen­ti­ta la pos­si­bil­ità di pre­sentare i vini del­la DOC Marem­ma Toscana con l’indicazione in etichet­ta di due vari­età, inseren­do quelle che comune­mente si chia­mano tipolo­gie “biva­ri­etali”, una novità asso­lu­ta fra le DOP Toscane (ad oggi, infat­ti, i biva­ri­etali sono con­sen­ti­ti, in Toscana, esclu­si­va­mente per i vini IGT).

Sarà introdot­ta la tipolo­gia Rosato per il Vino Spumante e per alcu­ni vini vari­etali da uve a bac­ca rossa (Ali­cante, Cilie­gi­o­lo, San­giovese, Mer­lot e Syrah) e la men­zione tradizionale “Gov­er­no all’uso toscano”, che sarà uti­liz­z­abile solo per il vino Rosso e per la tipolo­gia vari­etale San­giovese.

Altro ele­men­to di carat­ter­iz­zazione dei vini del­la DOC sarà rap­p­re­sen­ta­to dall’inserimento del­la qual­i­fi­ca Ris­er­va, ma solo per il tipo Rosso e Bian­co con la pre­vi­sione, nel pri­mo caso, di un invec­chi­a­men­to obbli­ga­to­rio di due anni di cui almeno sei mesi in bot­ti di leg­no, men­tre nel sec­on­do di un affi­na­men­to min­i­mo di un anno.

Una delle mod­i­fiche prob­a­bil­mente più ril­e­van­ti per la tutela del­la qual­ità e del­la rep­utazione dei vini del­la Denom­i­nazione è la pre­vi­sione del­la restrizione dell’imbottigliamento alla sola zona di pro­duzione e alle aree lim­itrofe. Questo ren­derà pos­si­bile, fat­te salve le deroghe che comunque la nor­ma nazionale e comu­ni­taria pone a sal­va­guardia dei dirit­ti acquisi­ti, l’imbottigliamento nel­la provin­cia di Gros­se­to e in alcune province del­la Regione Toscana, con­sen­ten­do di garan­tire l’origine dei vini e assi­cu­rare l’efficacia dei con­trol­li.

Mod­i­fiche minori, infine, riguardano l’inserimento di un lim­ite tem­po­rale per l’immissione al con­sumo dei vini rossi del­la DOC (non pri­ma del 1° mar­zo dell’anno suc­ces­si­vo alla vendem­mia) e la lim­i­tazione d’uso di alcu­ni recip­i­en­ti per il con­fezion­a­men­to dei vini.

Il prossi­mo pas­so sarà l’istruzione del­la doman­da da inoltrare agli uffi­ci region­ali e al Min­is­tero delle politiche agri­cole. Le nuove regole saran­no applic­a­bili, con mol­ta prob­a­bil­ità, a par­tire dal­la prossi­ma vendem­mia 2017.

Con­sorzio Tutela
Vini del­la Marem­ma Toscana
Via Uranio, 70
58100 Gros­se­to

www.consorziomaremma.it

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