LA CARTA DI IDENTITA’ DEL TRENTODOC

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NASCE LA CARTA DI IDENTITA’ DEL TRENTODOC, TRACCIATE ORIGINE E COMPOSIZIONE: SCOPERTI  QUASI 2000 COMPOSTI VOLATILI

Palazzo RoccabrunaBollicine su Trento - TrentodocBottiglia26 novembre 2010Archivio CCIAA TN © Romano MagroneDIG collezione TrentodocRCC

Da oggi il Trentodoc può vantare una car­ta di iden­tità che cer­ti­fi­ca la sua orig­ine, trac­cian­do per­fet­ta­mente questo vino dal ter­reno alla bot­tiglia, e ril­e­va i qua­si 2000 com­posti volatili che lo carat­ter­iz­zano
 
 
 
Tut­to ciò gra­zie ad una serie di anal­isi chimiche e mol­e­co­lari asso­lu­ta­mente inno­v­a­tive, con­dotte nell’ambito del prog­et­to Ager vino, i cui risul­tati sono sta­ti pre­sen­tati oggi, alla Cam­era di Com­mer­cio Indus­tria Arti­giana­to Agri­coltura di Tren­to, durante il con­veg­no “ll legame tra vino e ter­ri­to­rio: qual­ità e pecu­liar­ità del Trentodoc”, orga­niz­za­to nell’ambito del­la man­i­fes­tazione “Trentodoc: Bol­licine sul­la cit­tà 2014”
 
Sono inter­venu­ti il diret­tore gen­erale Mau­ro Fezzi, i pres­i­den­ti del­la Cam­era di Com­mer­cio, Gio­van­ni Bort, il con­sigliere di ammin­is­trazione dell’Istituto Tren­to doc, Andrea Pisoni, uni­ta­mente ai ricer­ca­tori Fed­er­i­ca Camin, Ful­vio Mat­tivi, Sil­via Car­lin e Stel­la Gran­do del­la Fon­dazione Edmund Mach,  Andrea Mar­che­t­ti e Cate­ri­na Durante dell’Università degli Stu­di di Mod­e­na e Reg­gio Emil­ia.
 
Il prog­et­to. Il prog­et­to di dura­ta tri­en­nale ”Nuove metodolo­gie analitiche per la trac­cia­bil­ità geografi­ca e vari­etale di prodot­ti eno­logi­ci” è sta­to coor­di­na­to dall’Università degli Stu­di di Mod­e­na e Reg­gio Emil­ia, real­iz­za­to in part­ner­ship con la Fon­dazione Edmund Mach, il Min­is­tero delle Politiche Agri­cole e Fore­stali e svilup­pa­to nell’ambito del­la piattafor­ma AGER — Agroal­i­menta­re e Ricer­ca, inizia­ti­va sostenu­ta da un con­sorzio di 13 fon­dazioni ban­car­ie ital­iane, tra cui la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio di Tren­to e Rovere­to.
 
I risul­tati. Il prog­et­to ha con­sid­er­a­to il Lam­br­us­co mod­e­nese e il Trentodoc. Per quan­to riguar­da quest’ultimo, ogget­to del con­veg­no di oggi, si è svilup­pa­to attra­ver­so diverse fasi: dal­la indagine del­la fil­iera al cam­pi­ona­men­to este­so dei vari pro­dut­tori, per un totale di 200 cam­pi­oni anal­iz­za­ti tra suoli, tral­ci, mosti e vino. E’ sta­to dimostra­to ogget­ti­va­mente il legame tra vino e ter­ri­to­rio di orig­ine uti­liz­zan­do diver­si pos­si­bili mar­ca­tori.
 
Si è scop­er­to che:
 
1) Il pro­fi­lo dei min­er­ali e i rap­por­ti iso­topi­ci  riman­gono inal­terati nel pas­sag­gio ter­reno — pianta fino all’uva e al prodot­to fini­to. Il vino mem­o­riz­za quin­di attra­ver­so questi mar­ca­tori le infor­mazioni geogra­fiche e di com­po­sizione del suo­lo del ter­ri­to­rio di orig­ine. Questo sig­nifi­ca che d’ora in poi anche per questo prodot­to è pos­si­bile capire con esat­tez­za dove è sta­to prodot­to sem­plice­mente effet­tuan­do queste anal­isi;  
2) Medi­ante tec­niche di gascro­matografia bidi­men­sion­ale accop­pi­a­ta a spet­trome­tria di mas­sa è sta­ta inda­ga­ta la com­p­lessità aro­mat­i­ca del Trentodoc e visu­al­iz­za­ta per la pri­ma vol­ta nel­la sua intera ric­chez­za: qua­si 2000 com­posti! Ques­ta indagine ha per­me­s­so quin­di di met­tere a luce le pecu­liar­ità del Tren­to doc;
3) Il  DNA del vit­ig­no risul­ta estraibile e anal­iz­z­abile non solo dalle viti e dall’uva  ma anche dagli inter­me­di di lavo­razione eno­log­i­ca. Questo per­ché sono sta­ti mes­si a pun­to dei par­ti­co­lari  sis­te­mi di iden­ti­fi­cazione vari­etale basati sull’ anal­isi dell’intero geno­ma.
 
I com­men­ti.
 
Gio­van­ni Bort, pres­i­dente del­la CCIAA di Tren­to:  “E’ con grande sod­dis­fazione che la Cam­era di com­mer­cio di Tren­to ospi­ta un con­veg­no pro­mosso dal­la Fon­dazione Mach sulle carat­ter­is­tiche pecu­liari del legame fra il Trentodoc e il ter­ri­to­rio trenti­no. Si trat­ta di un’iniziativa che raf­forza la comu­ni­cazione del prodot­to sot­to­lin­e­an­do da un pun­to di vista sci­en­tifi­co l’esclusività del rap­por­to fra un vino ed il suo ter­ri­to­rio. Su questo legame e su una tradizione spuman­tis­ti­ca più che cen­te­nar­ia la Cam­era di com­mer­cio di Tren­to da anni svilup­pa un’attività pro­mozionale che ha come obi­et­ti­vo quel­lo di con­sol­i­dare la noto­ri­età e la rep­utazione delle bol­licine tren­tine”.
 
Mau­ro Fezzi, diret­tore gen­erale FEM: “la Fon­dazione Mach è par­ti­co­lar­mente coin­vol­ta in ques­ta inizia­ti­va che vede un prodot­to del ter­ri­to­rio ogget­to di tante ricerche e val­u­tazioni che con­sen­ti­ran­no di esten­dere all’in­tero set­tore vitieno­logi­co l’opera e com­pe­ten­ze umane e tec­no­logiche di asso­lu­to rilie­vo”.
 
Michele Iori, pres­i­dente del­la Fon­dazione Car­itro: “sono com­p­lessi­va­mente 16 i prog­et­ti finanziati nei com­par­ti ortofrut­ti­co­lo, cere­al­i­co­lo, vitivini­co­lo e zootec­ni­co per cir­ca 30  mil­ioni di euro e tra questi anche Ager vino.   La Fon­dazione Car­itro, che per l’In­tero prog­et­to AGER ha stanzi­a­to 1,5 mil­ioni di euro, si con­grat­u­la con la  Fon­dazione Mach che è  rius­ci­ta in ambito nazionale a col­lab­o­rare con impor­tan­ti uni­ver­sità e realtà sci­en­ti­fiche per lo svilup­po di piattaforme tec­no­logiche inno­v­a­tive in gra­do di apportare una mag­giore cresci­ta e com­pet­i­tiv­ità all’in­ter­no del­la fil­iera eno­log­i­ca, nel nos­tro ter­ri­to­rio trenti­no”.
 
Andrea Pisoni , con­sigliere di ammin­is­trazione di Tren­to doc: “gra­zie alla col­lab­o­razione con la Fon­dazione Mach il Trentodoc si raf­forza come prodot­to di eccel­len­za: la ricer­ca mette infat­ti in evi­den­za ele­men­ti, fino ad oggi ines­plo­rati, che ren­dono ogget­ti­vo il legame fra il ter­ri­to­rio e le bol­licine tren­tine che, oggi più di ieri, si pos­sono definire di mon­tagna”.
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Pubblicato: 29 Novembre 2014

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Categoria: Blog, Pubblicazioni Scientifiche

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