Mappatura del Terroir microbiologico del vino

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anr_vineyardIl ter­mine “ter­roir” si uti­liz­za per definire il blend esclu­si­vo di suo­lo del vigne­to, acqua e cli­ma che influis­cono sul fla­vor e sul­la qual­ità del vino

 

Un nuo­vo stu­dio real­iz­za­to dal­la UC Davis in col­lab­o­razione con MicroTrek, Inc. e Con­stel­la­tion Brands Inc. ha dimostra­to che le uve ed i vini prodot­ti sono anche il frut­to di un ter­roir micro­bi­co invis­i­bile ma abbas­tan­za preved­i­bile, con­seguen­za del cli­ma e la geografia del­la regione, del vigne­to ma anche delle sin­gole viti.

I risul­tati del sequen­zi­a­men­to del DNA han­no riv­e­la­to che ci sono mod­el­li nelle comu­nità fungine e bat­teriche che popolano la super­fi­cie delle uve, e che questi mod­el­li sono influen­za­ti dalle con­dizioni ambi­en­tali dei vigneti.

Per esam­inare il ter­roir micro­bi­co, i ricer­ca­tori han­no rac­colto 273 cam­pi­oni di mosto d’uva (mis­cela di suc­co, buc­ce e vinac­ci­oli di uva appe­na pigia­ta e diras­pa­ta). I cam­pi­oni sono sta­ti rac­colti in tutte le regioni vitivini­cole del­la Cal­i­for­nia nel cor­so di due diverse annate. Ogni cam­pi­one , con­te­nente uve prove­ni­en­ti da un bloc­co di vigne­to speci­fi­co, è sta­to imme­di­ata­mente con­ge­la­to per l’anal­isi.

I ricer­ca­tori han­no usato una tec­ni­ca di sequen­zi­a­men­to del DNA chiam­a­to “short-ampli­con sequenc­ing” per carat­ter­iz­zare le comu­nità fungine e bat­teriche che crescono sul­la super­fi­cie delle uve e suc­ces­si­va­mente appaiono nei cam­pi­oni di mosto d’u­va.

Han­no scop­er­to che la strut­tura delle comu­nità micro­biche varia sig­ni­fica­ti­va­mente tra le diverse zone pro­dut­tri­ci d’u­va. I dati han­no anche evi­den­zi­a­to l’esistenza di mod­el­li region­ali sig­ni­fica­tivi per entrambe le comu­nità fungine e bat­teriche pre­sen­ti nei cam­pi­oni di mosto Chardon­nay. Invece i cam­pi­oni di Caber­net Sauvi­gnon han­no mostra­to soli­di mod­el­li region­ali per le comu­nità fungine men­tre per le comu­nità bat­teriche i mod­el­li era­no deboli.

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Pubblicato: 15 Maggio 2014

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Categoria: Blog, Pubblicazioni Scientifiche

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