Scienza del vino. Sulle origini del Goût de Lumiere nei vini della Champagne

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Osservato nel 1981 da Emmanuelle Charpentier e Alain Maujean dell’Università di Reims, il Goût de Lumiere è un difetto dello Champagne. Da allora si sono fatti tanti studi per trovare il modo per prevenirlo.

Il Gusto di Luce (Goût de Lumière) è una alterazione aromatica data dalla prolungata esposizione ai raggi UV. Osservata nel 1981 da Emmanuelle Charpentier e Alain Maujean dell’Università di Reims, si presenta con un aroma sgradevole causato dalla errata conservazione delle bottiglie di vino vicino a sorgenti luminose. Un difetto che appare nei vini, soprattutto bianchi e imbottigliati in vetro chiaro, e che si manifesta con una perdita di colore e la comparsa di odori quali gomma, cipolla, aglio, cavolo cotto e zolfo.

Il 1984 e i primi studi

Già da alcuni anni le ricerche avevano evidenziato una probabile causa del Goût de Lumière dovuta alla luce e nel 1984 Seguine Nadine, una ricercatrice dell’Università di Reims, apportò con i suoi studi un ulteriore utile contributo sull’origine di questo difetto, già noto da molto tempo in Champagne e che si andava particolarmente intensificando in quegli anni.

Per continuare a leggere l’articolo dal titolo ” Scienza del vino. Sulle origini del Goût de Lumiere nei vini della Champagne” a cura di Alberto Grasso e pubblicato sul sito del Gambero Rosso, clicca qui.

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Pubblicato: 4 dicembre 2015

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Categoria: Blog, Pubblicazioni Scientifiche

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