Vinitaly 2016. Vini speciali: dal Crea il meglio della ricerca

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Pas­si­ti sen­za solfi­ti, vit­ig­ni recu­perati, spuman­tiz­zazioni inedite. Nel Padiglione del­la Regione Lazio il Crea (Viti­coltura Enolo­gia di Vel­letri) ha pre­sen­ta­to alcu­ni vini real­iz­za­ti pres­so l’Istituto di ricer­ca di via del­la Can­ti­na Sper­i­men­tale, frut­to degli stu­di dei dot­tori Pao­lo Pietro­marchi e Domeni­co Tiberi.

Al Vini­taly, dal Crea (Con­siglio per la ricer­ca in agri­coltura e l’anal­isi del­l’e­cono­mia agraria) di Vel­letri è arriva­ta una decisa spin­ta all’innovazione. L’evento, dal tito­lo Tre pas­si­ti spe­ciali, si è svolto negli spazi espos­i­tivi del­la Regione Lazio e Arsial ed era incen­tra­to sui risul­tati delle sper­i­men­tazioni sull’appassimento delle uve, tec­niche che vedono all’avanguardia, a liv­el­lo nazionale, l’istituto veliter­no, cen­tro di rifer­i­men­to del sis­tema degli isti­tu­ti del Crea spar­si in tut­ta Italia.

Il Crea di Velletri e il contesto in cui si muove la ricerca

Al Vini­taly 2016 la pre­sen­za del Crea, con le diverse arti­co­lazioni ter­ri­to­ri­ali del Cen­tro di Viti­coltura Enolo­gia tra cui la sede di Vel­letri, ha evi­den­zi­a­to il ruo­lo strate­gi­co che può e deve assumere la ricer­ca nel set­tore del­la vitivini­coltura. Sot­to i riflet­tori soprat­tut­to la Regione Lazio che ha appro­fon­di­to alcune tem­atiche con lo scopo di rin­no­vare e incre­mentare il rap­por­to tra impre­sa viti­co­la-eno­log­i­ca e ricer­ca-inno­vazione.

Si pun­ta a una stret­ta coop­er­azione su temi strate­gi­ci, con­cretiz­za­ta attra­ver­so la definizione di un mod­el­lo sta­bile di col­lega­men­to tra le strut­ture di ricer­ca spe­cial­iz­zate (come il Crea-Enc Vel­letri, il Dibaf dell’Università del­la Tus­cia, l’sial) e i diver­si sogget­ti che oper­a­no lun­go la fil­iera, sec­on­do le modal­ità in parte espresse nel work­shop del 1 aprile sulle oppor­tu­nità offerte dal nuo­vo PSR 2014–2020. Il Pro­gram­ma di Svilup­po Rurale met­terà a dis­po­sizione del­la Regione Lazio cir­ca 780 mil­ioni di euro da inve­stire in inno­vazione di proces­so e di prodot­to, for­mazione, comu­ni­cazione e qual­ità. L’o­bi­et­ti­vo è incen­ti­vare e raf­forzare un mod­el­lo di svilup­po sosteni­bile e mul­ti­fun­zionale in gra­do di con­ser­vare la qual­ità e la quan­tità delle risorse ambi­en­tali del ciclo pro­dut­ti­vo.

La sede Crea di Vel­letri, per le com­pe­ten­ze tec­ni­co sci­en­ti­fiche e le dotazioni strut­turali e stru­men­tali, potrà svol­gere una sig­ni­fica­ti­va azione di sup­por­to con par­ti­co­lare rifer­i­men­to a quat­tro aree di inter­ven­to: definizione di pro­to­col­li per la riduzione del con­tenu­to di solfi­ti nei vini, elab­o­razione di vini pas­si­ti con base ampel­o­grafi­ca regionale, estrazione di bio­mol­e­cole da uve, mosti, vini e sot­to­prodot­ti del proces­so di trasfor­mazione, indi­vid­u­azione e cer­ti­fi­cazione di vit­ig­ni autoc­toni e biotipi locali di vari­età nazion­ali di pre­gio da pro­porre alla cer­ti­fi­cazione.

A Vini­taly si è potu­to ver­i­ficare il con­trib­u­to che la ricer­ca sci­en­tifi­ca può dare alla fil­iera vitivini­co­la regionale, real­iz­zan­do gli obi­et­tivi di pro­muo­vere l’u­so di uve autoc­tone dimen­ti­cate e far conoscere le capac­ità tec­niche e di ricer­ca dell’istituto Crea-Enc di Vel­letri. Il cen­tro opera nel cam­po del­la genet­i­ca, delle tec­niche coltur­ali di pre­ci­sione, del con­trol­lo del­la qual­ità e orig­ine dei prodot­ti, e del­la val­oriz­zazione delle specie autoc­tone.

Per con­tin­uare a leg­gere l’ar­ti­co­lo dal tito­lo “ Vini­taly 2016. Vini spe­ciali: dal Crea il meglio del­la ricer­ca” pub­bli­ca­to sul Gam­bero Rosso a cura di Alber­to Gras­so, clic­ca qui

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